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A Monfalcone aumenta la telesorveglianza: un occhio elettronico ogni 100 abitanti

Nuova tranche di investimento da 52.970 euro che interesserà le aree del centro e via Grado Da inizio mandato spesi oltre 670.000 per 275 punti visione. Cisint: «In due anni 133 reati in meno»

Tiziana Carpinelli

Si moltiplicano ancora gli occhi aperti sulla città. E pure gli investimenti sui dispositivi elettronici: oltre 670 mila euro in cinque anni.

I numeri

Il tetto raggiunto dalla rete di videosorveglianza annota ora 275 punti di visione. Uno ogni 103 abitanti, 14 ogni chilometro quadrato di suolo monfalconese. Apparecchi anche sofisticatissimi, in grado di selezionare inquadrature millimetriche, a ripresa notturna equiparabile (per sensibilità) a quella diurna. Perfino capaci – così è stato detto ieri mattina in conferenza stampa – di distinguere movimenti potenzialmente offensivi nei soggetti catturati dall’occhio elettronico.

l’ultima spesa

E dunque si accendono nuove telecamere a Monfalcone, per un totale di 52.969,74 euro. La Polizia locale, presente con il comandante Rudi Bagatto, per ovvi motivi – vale a dire evitare che i delinquenti siano avvantaggiati dalla conoscenza dell’esatto posizionamento degli apparecchi –, non ha svelato dove esattamente si collocheranno i dispositivi.

IL POTENZIAMENTO

Comunque su segnalazione delle forze dell’ordine, cioè carabinieri, poliziotti e finanzieri, l’amministrazione ha stabilito di collocare gli impianti oggetto di acquisto nelle zone di via Serenissima, salita Granatieri, via Desena e su uno dei varchi di accesso a via Grado.

Tutti gli investimenti

Un po’ di conticini: nei primi anni, ritenendo essenziale irrobustire la rete in città l’amministrazione, come sottolineato ieri dal sindaco Anna Cisint, affiancata dall’assessore al Degrado e decoro Massimo Asquini e al Patrimonio Paolo Venni, ha dirottato fondi dell’avanzo di bilancio su questa voce. A spanne 400 mila euro complessivamente. Risorse poi implementate dalla Regione, attraverso specifici bandi, per un tale di 270.663,39 euro. Questi ultimi sfruttati per inserire telecamere nelle vie: Giulia, Flavia, Romana, piazzale Tommaseo, don Fanin, Mazzini, Pacinotti, sulla ciclabile San Polo-Anconetta, all’incrocio di via Barbarbarigo-Bixio, al park di via della Resistenza, sulla rotatoria Marcelliana e in via Rosselli. Oltre che nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture sociosanitarie rivolte agli anziani.

la situazione di prima

Nel corso della presentazione delle nuove telecamere il sindaco ha tenuto anche a specificare la situazione “ereditata” dalla precedente amministrazione Altran. «C’erano 63 telecamere, delle quali un terzo mal funzionati perché non venivano pulite le lenti né eseguiti gli interventi di manutenzione», così Cisint. Le ha fatto eco Venni: «C’erano apparecchi obsoleti, mentre ora godiamo di telecamere e software di ultima generazione, in grado addirittura di cogliere e distinguere movimenti potenzialmente aggressivi, come un braccio che si leva per colpire». È stato spiegato che i guasti si verificano durante i temporali e qualche occhio elettronico può finire ko, ma la disamina delle immagini direttamente dal Ced consente di captare subito gli apparecchi fuori uso.

LE FINALITà

«Le telecamere sono state fondamentali per individuare i responsabili dei danneggiamenti di beni pubblici, purtroppo spesso minorenni, cosa che ci ha costretto a chiamare in causa, per i risarcimenti, le famiglie – ancora Cisint –. E utili per rintracciare gli autori di furti o vandalismi su veicoli in sosta, le persone che si sono macchiate di omissione di soccorso in caso di sinistro stradale o, appunto a fronte di incidenti, di imputare le effettive responsabilità di condotte irregolari alla guida». Ma pure di venire a capo di dinamiche relative a risse o di risalire a quanti hanno abbandonato i rifiuti sulla pubblica via». Per esempio le telecamere hanno sciolto il rebus dei graffiti selvaggi in zona largo Isonzo: «Abbiamo individuato i responsabili, anche qui dei ragazzini», sempre Cisint.

I REATI

Secondo il sindaco, pertanto, «non è frutto di casualità se dal confronto tra l’anno 2019 e 2020 si è assistito a una sensibile diminuzione dei reati, di ben 133 unità». Erano 1.036, l’anno successivo 903. C’è però anche da considerare che il 2020 si è caratterizzato per un lungo periodo di lockdown, con grossa fetta della popolazione di fatto costretta a casa. Circostanza che ha ostacolato una serie di crimini predatori. «Non c’entra – ha ribattuto Cisint –, perché nella classifica diffusa dalla Questura vi sono stati Comuni della destra Isonzo dove i reati sono aumentati o solo di poco si sono ridotti».

l’aspirazione al modello Londra

«Londra è la città di riferimento per la videosorveglianza, con 420 mila telecamere, una ogni 20 abitanti – ha concluso Venni –. Noi qui ne abbiamo una ogni 100 e siamo uno dei pochi comuni dell’Isontino così all’avanguardia»

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