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La Torre dell’Orologio va rinforzata, una variante sul restauro del Castello

Evidenziata la necessità di intervenire in maniera strutturale sul solaio. La struttura è stata prescelta per ospitare la futura biglietteria

GORIZIA. Perizia di variante, la prima, riguardo ai lavori di recupero, valorizzazione, consolidamento e riqualificazione del nucleo storico del Castello e relativo borgo. Un maxi-intervento finanziato, come si ricorderà, grazie al programma operativo Por Fesr 2014/2020.

Perché si è resa necessaria una variante? Il problema riguarda la Torre dell’Orologio. L’architetto Renata Fochesato, lo si apprende dalla documentazione affissa all’Albo pretorio comunale, ha palesato la necessità di un intervento di rinforzo del solaio della torre proponendo e contestualmente inoltrando al Comune una bozza di perizia di variante, come conferma anche l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo, Fabrizio Oreti.

La “scoperta” in corso d’opera

Nello specifico, durante i lavori di restauro della Torre dell’Orologio, solamente in corso d’opera, è stato possibile eseguire un rilievo e una verifica statica relativamente all’impalcato di piano, con la rimozione della pavimentazione e la scopertura delle travi di sostegno.

«A seguito delle verifiche eseguite – si legge nelle documentazioni tecniche – è emersa la necessità di provvedere ad un rinforzo strutturale dell’impalcato stesso, anche alla luce della nuova destinazione a biglietteria prevista in tale ambito». L’intervento, entrando nel merito tecnico, sarà realizzato mediante l’affiancamento di strutture metalliche “Hea” alle travature esistenti in legno, che verranno mantenute, in modo da consentire «la rispondenza sia alla normativa strutturale vigente (statica e sismica), sia ai criteri conservativi raccomandati dalle competenti Soprintendenze».

Non è tutto. Perché sempre nell’ambito della medesima variante, si procederà alla fornitura e alla posa di nuova lattoneria in rame.

«Al fine di meglio preservare i manufatti esistenti e garantire una maggior efficacia e durabilità delle lavorazioni effettuate in copertura, pur non essendo previste dal progetto, si rende opportuna – le prescrizioni dei tecnici – la fornitura e la posa in opera di lattoneria in lamiera di rame in alcuni punti soggetti ad infiltrazioni o ristagni quali: contrafforte in pietra, camino e cappello a chiusura dell’intersezione delle falde. La scelta del materiale è atta a rispondere ai requisiti di qualità, nonché di compatibilità con il contesto storico-monumentale».

Le conseguenze del Covid-19

C’è anche un altro elemento. A seguito dell’emergenza Covid-19 è stato necessario integrare alcuni elaborati del progetto esecutivo al fine di recepire la normativa in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica «con particolare riferimento alle procedure e alle misure di sicurezza anti–contagio da adottare nei cantieri».

Da rammentare che tutto il progetto riguardante il Castello ha un importo a base di gara di 1.298.657,73 euro, di cui 219.364,16 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso.

Quello sulla Torre dell’Orologio è l’intervento che avrà il maggior impatto sui visitatori. Avrà, a sua volta, una nuova copertura ma cambierà anche funzione, diventando sede di una biglietteria più moderna. Ebbene: i lavori interni strutturali al Castello sono in fase di ultimazione.

Un cantiere di una certa complessità

«Ci sono tanti interventi all’interno – ha evidenzia, di recente, l’assessore comunale Fabrizio Oreti –. Sono operazioni di messa in sicurezza, assolutamente necessari, di varia natura. Perché farli ora? In tempi di Covid-19 siamo obbligati a far entrare massimo 6 persone alla volta, con un tour di 30 persone al massimo. Visto che il coronavirus circola e le limitazioni sono rimaste, meglio effettuarli in questo periodo, in modo da presentare il Castello nelle condizioni migliori quando la situazione pandemica si normalizzerà e le visite saranno ripristinate senza restrizioni. In città, circolano molti turisti e ce ne saranno sempre di più, in vista del 2025».

La riapertura del Castello di Gorizia, ricordiamolo, è prevista per l’inizio della primavera del prossimo anno. Va rammentato anche che l’intervento è iniziato nel maggio di quest’anno ed è mirato, prevalentemente, a ristrutturare tutte quelle parti del complesso storico che, a causa del tempo, si sono degradate fino a rendere problematico l’accesso. Le infiltrazioni d’acqua, ad esempio, hanno rovinato le pitture e provocato anche il distacco di intonaci e, per questo, si stanno rifacendo i tetti.

Ultimata l’opera, il maniero si presenterà al pubblico in condizioni ottimali, per la gioia dei visitatori, anche in ottica della Capitale europea della cultura 2025.

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