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Gorizia, a novembre il rientro degli studenti della Ferretti in via Zara

Vanno completati i lavori sulla copertura. Introdotto servizio-bus per Villa Ritter. Del Sordi: «Attinto dal fondo di riserva»

GORIZIA. «La priorità è l’ultimazione dei lavori. Siamo consapevoli dei disagi ma la macchina è partita e, oggi, seppur provvisoria, gli alunni della “Ferretti” dispongono di una sede più che confortevole: Villa Ritter».

A dirlo Francesco Del Sordi, assessore comunale alle Manutenzioni. Significa che il rientro degli alunni della scuola elementare di via Zara non avverrà a ottobre (come si era parlato in un primo momento) ma «appena i lavori saranno ultimati». Quindi, probabile, anzi quasi sicuro che tutto avverrà a novembre, se non a dicembre. E conferme piene che la “traiettoria” è questa arrivano anche dall’assessore comunale all’Istruzione, Silvana Romano. Peraltro, il Comune, pur di ridurre al massimo i disagi a carico di alunni e genitori, ha attivato un servizio-scuolabus nei percorsi di andata e ritorno, estendendo il contratto già in essere con la ditta “Fdm Tours”. Non solo: l’accompagnamento sui mezzi di trasporto è stato affidato alla “Duemilauno agenzia sociale”, aggiudicataria dell’appalto per la gestione dei servizi educativi. «Un servizio - precisa Del Sordi - che è stato attivato attingendo dal fondo di riserva perché questi, come ben si sa, non sono tanto tempi di vacche magre ma di vacche... morte. A significare che i soldi sono quelli che sono, ma abbiamo ritenuto di procedere per venire incontro ai genitori impossibilitati a garantire in autonomia l’accompagnamento dei propri figli a Villa Ritter».

Un rapido riassunto delle puntate precedenti. Tutto era nato dai problemi alla copertura provvisoria della sede storica che imbarcava acqua. Il cantiere aveva subito dei rallentamenti per materiali giunti in ritardo e la ditta a cui sono stati affidati gli interventi non era riuscita a ultimare la copertura dell’edificio nei tempi prestabiliti. Era stata così realizzata una copertura provvisoria che, però, a fronte della pioggia scrosciante delle notti precedenti, non era riuscita a trattenere l’acqua. Ciò aveva fatto sì che l’edificio divenisse impraticabile. La dirigente scolastica Alessandra Putortì nella circolare pre-trasferimento aveva evidenziato come è «grazie alla collaborazione con l’ufficio tecnico, gli assessori e i dirigenti comunali se è stato possibile aprire alle attività didattiche in anticipo rispetto alle previsioni».

Tutto bene, dunque, tranne l’incidente di percorso (che non avuto alcuna conseguenza) per alunni e personale scolastico del ritrovamento, all’interno della storica dimora di Straccis, di bilancini e qualche foglia spezzettata, che evidenziò come la struttura (da alcuni anni inutilizzata) fosse meta di delinquenti che confezionano lì le dosi di “erba” per consumarle, poi, sul divano trovato lì per caso o venderle, magari, ad altri ragazzini.

Quella di Villa Ritter, del resto, è una lunga storia. Restaurarla e recuperarla architettonicamente costò due milioni 800 mila euro. In origine avrebbe dovuto ospitare le aule e i laboratori del master inter-universitario in Gestione e valutazione del rischio idrogeologico. Poi, non se ne fece nulla ma arrivò il Ciels per qualche anno, prima della dolorosa chiusura.

Villa Ritter a Straccis, nel passato, venne riutilizzata anche per dare un tetto a sfrattati e a chi aveva avuto la casa danneggiata dal terremoto del maggio ’76.

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