Clima d’odio: Attacchi ai giornalisti e insulti social. Le istituzioni alzino il livello di guardia

Il passaggio della protesta martedì mattina in Porto vecchio. Foto Bruni

La nostra redazione, oltre a manifestare totale solidarietà a chi (giornalisti spesso precari e collaboratori e per questo ancora più esposti, fotografi e cineoperatori free-lance) sia oggetto di minacce nell’adempimento del proprio lavoro, è pronta a difendere con ogni mezzo, anche in sede legale con denunce e querele, il diritto di informare e di lavorare dei colleghi

TRIESTE Da giorni continuano da parte dei manifestanti “No green pass” atteggiamenti intimidatori nei confronti di chi lavora per informare. Dopo gli “assedi” alla sede del Piccolo e della Rai delle settimane scorse, anche i nostri giornalisti e fotografi, impegnati sul territorio senza sosta, hanno subito aggressioni verbali o via social e sono costretti a documentare i fatti cittadini in un clima ostile che va ben oltre la manifestazione di un democratico e civile dissenso.

Giornalisti insultati, minacciati e aggrediti, troupe televisive (Tg3, Rainews24, Udinese tv, Telequattro) alle quali è stato impedito di effettuare i propri servizi e a volte i collegamenti in diretta, in un generale e pesantissimo clima di odio e attacco agli operatori dell’informazione. Ormai a Trieste le manifestazioni “No green pass” sono diventate triste e consueto teatro per i nemici dell’articolo 21 della Costituzione. Si tratta di rumorose minoranze che ostacolano il diritto dovere di informare e dunque di essere informati e che minano le basi stesse di una democrazia.

E poi c’è il web. Quel territorio senza regole, dove tutti pensano di poter insultare e minacciare chiunque senza doverne poi rispondere.

La nostra redazione, oltre a manifestare totale solidarietà a chi (giornalisti spesso precari e collaboratori e per questo ancora più esposti, fotografi e cineoperatori free-lance) sia oggetto di minacce nell’adempimento del proprio lavoro, è pronta a difendere con ogni mezzo, anche in sede legale con denunce e querele, il diritto di informare e di lavorare dei colleghi.

La redazione lancia al tempo stesso con forza un ulteriore appello alle istituzioni (assieme all’Ordine dei giornalisti e all’Assostampa Fvg), affinché vi sia la massima vigilanza e si alzino le misure di difesa necessarie contro le manifestazioni di violenza e minacce indirizzate a chi ha la “colpa” di lavorare e raccontare i fatti.

Il Comitato di redazione

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