Dipiazza: «Spero che finisca quanto prima». Fedriga: «No a manifestazioni non autorizzate». Roberti: «Non sono manifestanti pacifici»

Il sindaco di Trieste, il presidente e l’assessore alla Sicurezza della Regione Fvg sulle manifestazioni nel capoluogo

TRIESTE. «Cariche ai manifestanti? Ieri c'erano le votazioni, avrei preferito un altro giorno. Ma sono sempre contro gli incidenti».

Roberto Dipiazza si è espresso così oggi, martedì 19 ottobre, a proposito degli scontri con i manifestanti no Green pass.
«Ci si può confrontare, scontrare - ha proseguito - ma gli idranti e i lacrimogeni non fanno piacere. Vi parla uno che in 20 anni non ha nulla nella fedina penale».

Oggi in città «a parte questi no Green pass - ha detto – il Porto sta lavorando, e questi sono tutti in piazza davanti alla Prefettura. Non sono triestini, ci sono cartelloni da ogni dove. Io spero che finisca quanto prima, anche perché non ho mai visto incidenti con gli idranti, cose a cui non siamo abituati. Stefano Puzzer lo conosco, abbiamo parlato venerdì scorso, è una brava persona», ha concluso Dipiazza.

«Devo ringraziare il Prefetto per il lavoro che sta facendo ed ha fatto. Condivido la linea del dialogo. Spero che questa linea avvenga anche da parte dei manifestanti perché penso che sia il momento di abbassare la temperatura e la tensione».

Lo ha detto Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, sulle proteste in corso a Trieste contro il Green pass. «Se si vuole fare manifestazioni pacifiche e regolari - ha aggiunto - non vedo nulla di male, anzi. Sarò io a difenderle, perché il diritto di manifestare è sacro. Se invece si vuole ritornare a manifestazioni non autorizzate che impediscano l’attività lavorativa di altri soggetti che liberamente decidono di lavorare, di guidare un tir, penso sia profondamente sbagliato. Perché a quel punto - ha concluso - ci troviamo di fronte ad una prevaricazione».

«Alcune scene che ho visto a Trieste, ovvero persone che lanciano bottiglie e sassi alla polizia, non richiedono dialogo ma censura e una reazione forte. Una cosa è dialogare con manifestanti pacifici, altra cosa è
chi tira sassi e bottiglie ai poliziotti e carabinieri, che ringrazio per il lavoro fatto».

L’invito di Fedriga è al rispetto delle regole. «La maggior parte dei manifestanti - ha aggiunto - non è di Trieste. Chi vuole manifestare rispettando le regole è benvenuto. Ma se qualcuno viene da fuori

Trieste, o vive a Trieste e vuole bloccare le attività economiche e
penalizzare i posti di lavoro è inaccettabile. Dobbiamo far sì che chi vuole protestare possa farlo, ma senza danneggiare gli altri. Quindi - ha concluso - il Porto deve funzionare normalmente e non a ranghi ridotti».

«Curiamo le ferite, ristabiliamo l'ordine, riconduciamo quel dissenso, sale della democrazia, nell'alveo della legalità e lavoriamo tutti per attenuare le tensioni sociali, strascico di una Pandemia che evidentemente oltre ai morti, gli ospedali pieni, la crisi economica, ci ha lasciato anche questo».

Lo scrive l'assessore alla Sicurezza del Fvg, il leghista Pierpaolo Roberti, in riferimento alla protesta dei No Green pass, precisando che «lunedì a Trieste a rischiare la pelle ci sono stati dei servitori dello Stato».

Per Roberti, comunque, i portuali che protestano non sono «pacifici lavoratori» poiché «pacifico lavoratore non è chi infrange la legge, chi resiste per giorni, sapendo di infrangere la legge, agli inviti delle Autorità di desistere, non è chi affronta la Polizia nonostante gli idranti», né «chi blocca le strade con i bottini delle immondizie e lancia bottiglie di vetro davanti ad una scuola».

Roberti ha segnalato di avere notizie della presenza tra i manifestanti di «ultras del Livorno, di antagonisti di Veneto, Lombardia e altri ancora».
E inoltre, Roberti invita ad assumersi le proprie responsabilità, «quelli che hanno chiamato alla rivolta, annunciando la resistenza contro le Forze di polizia salvo poi scoprire che quando chiami alla rivoluzione poi ti arrivano i rivoluzionari».

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