Dallo sgombero del porto agli scontri in Campi Elisi fino alla protesta in piazza Unità: ecco cosa è successo a Trieste

TRIESTE. Giornata ad altissima tensione a Trieste: in mattinata la polizia ha dato il via alle operazioni di sgombero dei manifestanti che da giorni stazionano davanti al Varco 4 del porto di Trieste per protestare contro il Green Pass. La polizia ha usato idranti e lacrimogeni contro i manifestanti che a un certo punto si sono divisi: una parte, la più consistente, si è diretta in corteo verso piazza Unità, dove il rappresentante Puzzer ha incontrato il prefetto. Un altro gruppo è rimasto in Campi Elisi dove si sono registrati scontri e momenti di tensione con la polizia. Cinque persone sono state denunciate, tre i poliziotti feriti. In serata, dopo aver ottenuto la promessa di un incontro con il ministro Patuanelli il prossimo sabato i manifestanti hanno lasciato piazza Unità per dirigersi verso il Porto Vecchio. (LA DIRETTA TV DELLO SGOMBERO)

Ecco cosa è successo spiegato in pillole

  • Alle 8.45 è iniziato lo sgombero del presidio No Green Pass davanti al porto di Trieste: dopo gli inviti a disperdersi la polizia ha azionato gli idranti
  • La polizia ha denunciato 5 manifestanti. Tre poliziotti sono rimasti feriti in modo non grave negli scontri e tra i manifestanti alcune persone hanno accusato un malore
  • Alle 11 il fronte si è spostato nella zona di campi Elisi e la polizia ha iniziato a lanciare i lacrimogeni
  • I manifestanti si sono divisi: la maggior parte di loro si è riunita in corteo e si è diretta in piazza Unità, altri sono rimasti in Campi Elisi
  • Nel pomeriggio i manifestanti hanno aggredito alcuni giornalisti presenti in piazza Unità
  • Alle 16 il portuale Puzzer è stato ricevuto dal Prefetto per chiedere un incontro con il governo. Il ministro Patuanelli lo incontrerà sabato a Trieste
  • Nel pomeriggio un gruppo di circa 200 persone, nella zona dei Campi Elisi, ha aggredito le forze di polizia con lanci di oggetti e bottiglie, danneggiando anche diversi cassonetti. Per tale motivo sono stati utilizzati ulteriori lacrimogeni per disperderli.
  • In piazza la protesta ha raggiunto le 5mila persone. Attorno alle 21.40 i manifestanti si sono spostati in Porto Vecchio

Ecco tutti gli aggiornamenti in diretta dal Porto (foto e video di Andrea Lasorte e Francesco Bruni)

Aggiornamento ore 22.40: i manifestanti hanno raggiunto Porto Vecchio: l’appuntamento è per domani alle 11 alla Centrale Idrodinamica

I manifestanti hanno raggiunto il Porto Vecchio di Trieste, ultima tappa della protesta odierna. Al contrario di quanto annunciato in un primo momento, non si fermeranno a dormire lì – anche se non si esclude la possibilità che qualcuno decida comunque di farlo -: l’invito degli organizzatori è infatti quello di andare a casa a riposare per poi darsi nuovamente appuntamento domani, martedì 19 ottobre, alle 11 alla Centrale Idrodinamica.

 

No Green Pass, l'arrivo dei manifestanti nel Porto Vecchio di Trieste

Aggiornamento ore 21.36: ottenuto un incontro con il ministro Patuanelli, i manifestanti si spostano in Porto Vecchio

Il rappresentante dei manifestanti Stefano Puzzer al termine di un lungo incontro in Prefettura ha annunciato di aver ottenuto un incontro con il ministro Stefano Patuanelli che si svolgerà sabato 23 ottobre a Trieste. A quel punto la protesta No Green Pass ha lasciato piazza Unità, con i manifestanti che hanno iniziato a dirigersi verso l’area di Porto Vecchio forse con l’intenzione di trascorrere la notte lì. 

No Green Pass a Trieste, i manifestanti si spostano verso Il Porto Vecchio

Aggiornamento ore 20.50: situazione tranquilla e piazza in attesa

Nella zona di Campi Elisi la situazione sembra tranquilla. All’ingresso del Molo Settimo è stata alzata una recinzione provvisoria che al momento divide manifestanti dalle forze di polizia. In piazza Unità intanto continua l'attesa per l’incontro tra Puzzer e il prefetto iniziato oltre un’ora fa.

Intanto la Questura ha smentito in serata con una nota la notizia del lancio di un lacrimogeno presso l'istituto comprensivo Campi Elisi di Trieste, precisando che “il lacrimogeno si è fermato nel piazzale antistante la scuola, senza arrecare danno alcuno ai presenti”. Nello stesso comunicato si sottolinea che “in seguito alle decisioni prese dal Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica in merito allo sgombero, l'operazione è durata due ore e mezza, durante le quali gli operatori di Polizia e la locale DIGOS hanno messo in campo ogni possibile forma di mediazione con i manifestanti. Alla fine, però, si è fatto ricorso a idranti e lacrimogeni secondo un uso graduale dei mezzi di dissuasione. La Questura segnala inoltre che non è stata effettuata alcuna carica né è stato fatto uso dello sfollagente ma gli agenti si sono limitati a leggere spinte con gli scudi. I manifestanti hanno anche rifiutato la proposta fatta dalla Questura di trasferirsi in un'altra piazza cittadina per aver modo di continuare in quella sede la loro protesta”.  

Aggiornamento ore 19: ancora tensioni in Campi Elisi, migliaia di persone intonano cori in piazza Unità

Mentre in campi Elisi continua l’assedio, sempre più persone si stanno riunendo in piazza Unità, dove stanno intonando varie cori tra cui “Noi non molliamo mai”. Si stima che le persone siano all’incirca cinquemila.

"La gente come noi non molla mai": il coro dei No Green Pass in piazza a Trieste

 «Abbiamo verificato che ci sono state cariche» al porto «mentre noi eravamo dal prefetto e durante l'incontro il clima era disteso. Noi abbiamo detto a tutti di venire» in piazza Unità, «dove ci sono più di 5.000 persone che hanno avuto fiducia in noi. Faremo tornare indietro le 150 persone che sono al porto, perché quello che abbiamo ottenuto ora non possiamo buttarlo via. Non vogliamo abbandonare chi è là. Ma questo incontro» chiesto con il Governo «è importante per i diritti. Noi parliamo per i nostri figli». Lo ha detto il leader dimissionario del Clpt, Stefano Puzzer, parlando al megafono alla piazza dopo l'incontro con il prefetto di Trieste, Valerio Valenti. «Assolutamente metteremo quelle persone» al Porto «in sicurezza e le porteremo in piazza - ha aggiunto - noi abbiamo detto a tutti di venire qua». Puzzer ha quindi precisato che quando arriverà la risposta del Governo sulla richiesta di incontro si deciderà il da farsi. 

Aggiornamento ore 18.30: lancio di lacrimogeni in via Carli

Continua a salire la tensione tra manifestanti e polizia in Campi Elisi. Un gruppo di circa 200 facinorosi ha aggredito le forze di polizia con lanci di oggetti e bottiglie, danneggiando anche diversi cassonetti. Per tale motivo sono stati utilizzati ulteriori lacrimogeni per disperderli. In un video il lancio di lacrimogeni in via Carli:

Trieste, ancora tensioni in campi Elisi: il lancio di lacrimogeni in via Carli

Aggiornamento ore 18: il bollettino della questura parla di 5 persone denunciate e di tre agenti feriti 

Arriva il bollettino della Questura di Trieste sui fatti della giornata: “La Polizia di Stato ha deferito in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio, invito a disobbedire alle leggi statali e violazione di quanto previsto dall’articolo 18 del TULPS relativo agli obblighi per i promotori di riunioni in luogo pubblico quattro persone. Una quinta è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale. Questo il bilancio di quanto avvenuto in mattinata durante lo sgombero da parte delle Forze dell’Ordine dell’area antistante il varco 4 del Molo Settimo del Porto Nuovo di Trieste, presieduto dallo scorso venerdì dai lavoratori portuali dello specifico Comitato e dai sostenitori del no green pass. Al vaglio la posizione di altre persone analizzando i video e le riprese delle telecamere di videosorveglianza. Tre i feriti lievi fra le Forze dell’Ordine. Al momento in piazza Unità circa 3 mila manifestanti”.
 

Aggiornamento ore 17.41: accesso al porto prima liberato, poi nuovamente bloccato

Dopo la carica delle forze dell’ordine in Campi Elisi la strada di accesso al porto sembrava liberata, con i camion che hanno ripreso a entrare dal varco 4 del molo settimo. Poco dopo, però, i manifestanti sono tornati sul posto e hanno bloccato nuovamente i camion. 
 

Aggiornamento ore 17: La delegazione dei manifestanti esce dalla Prefettura

Una delegazione di tre dimostranti, tra cui il portuale Stefano Puzzer, è uscita dalla Prefettura. Al Prefetto Valenti hanno spiegato ancora una volta le ragioni della loro protesta, criticando l’operato odierno delle forze dell’ordine.

Hanno chiesto un incontro con il governo a Trieste, e che avvenga nel giro di un paio di giorni. Il Prefetto dal suo canto si è detto disponibile a interpellare il governo per dare una risposta ai manifestanti nel giro di 2-3 ore. 

I manifestanti hanno deciso di rimanere in piazza Unità fino a quando sarà arrivata la risposta. In base alla risposta del governo decideranno se tornare tutti insieme nel Porto, se rimanere in piazza Unità o comunque che forma dare alla protesta.

Gli animi si scaldano in piazza anche contro i giornalisti del Piccolo. 

Aggiornamento ore 16.45: Carica in Campi Elisi

La polizia ha cominciato a caricare entrambe le ali dei manifestanti disposti in Campi Elisi. Idranti, lacrimogeni, polizia e militari della Guardia di finanza in tenuta antisommossa.

Aggiornamento ore 16: Il portuale Puzzer a colloquio con il Prefetto

L’ex portavoce del Clpt, Stefano Puzzer è a colloquio col prefetto di Trieste, Valerio Valenti nel Palazzo dell’Ufficio Territoriale del Governo in piazza Unità d’Italia dove è in corso il sit in dei manifestanti.

Aggiornamento ore 15.40: Giornalisti aggrediti

La troupe giornalistica dell’emittente televisiva locale Telequattro, in piazza Unità per documentare in diretta quanto sta accadendo e sentire le voci dei manifestanti, è stata aggredita. 

Spintoni contro il giornalista e l’operatrice dell’informazione al lavoro. I portuali hanno fatto da scudo per proteggere la giornalista circondata dai No green pass.

Aggiornamento ore 15: Piazza Unità gremita, tensione in Campi Elisi

Continua a essere tesa la situazione in zona Campi Elisi, dove due ali di manifestanti sono disposte da una parte e dall’altra dell’arteria, circondati dalla polizia. Non si escludono altre cariche da parte delle forze dell’ordine.

Non è chiaro come mai, dopo il lancio di lacrimogeni usati dalla polizia per disperdere la folla dal Molo VII, parte dei manifestanti abbia formato un corteo verso piazza Unità e parte sia rimasta in Campi Elisi, dividendosi appunto in due ali. Al momento si ipotizza che sia una conseguenza dell’intervento da parte delle forze dell’ordine, ma che poi quei manifestanti abbiano deciso di restare lì e bloccare la strada, impedendo di fatto l’accesso dei mezzi al Porto.

Duecento persone si sono disposte praticamente di fronte al bar h24, davanti a loro le camionette della polizia.

L’altro blocco è a 300 metri di distanza, nei pressi della Torre Lloyd, dove dei cassonetti delle immondizie sono stati spostati in mezzo alla strada interrompendo il traffico. Code fin da via d’Alviano. 

Nel frattempo la situazione in piazza Unità si è invece calmata; i manifestanti sono ancora sul posto, mentre le forze dell’ordine presidiano la polizia. Slogan e cori, ma la situazione è tranquilla. 

Intanto la Questura ha fatto sapere che tra le forze dell’ordine si contano tre feriti. 

Aggiornamento ore 14: Mattarella: “Contrastare la deriva antiscientifica”

Il Capo dello Stato oggi a Pisa per l’inaugurazione del nuovo anno accademico, ha parlato anche della protesta di Trieste.

 "Sorprende e addolora che proprio oggi, proprio adesso, in questi momenti, non quando vi erano momenti con l'orizzonte oscuro, quando si temeva il crollo del Paese, ma oggi che vediamo una ripresa incoraggiante - economicamente socialmente, culturalmente, in cui il Paese si sta rilanciando- proprio adesso esplodono fenomeni, iniziative e atti di violenza, di aggressiva contestazione", sottolinea Mattarella. Qui l’articolo

Aggiornamento ore 13: il corteo arriva in piazza Unità

Piazza Unità d'Italia è gremita di manifestanti, almeno duemila persone.

Seguendo le indicazioni di Puzzer - che a questo punto è divenuto il loro leader dopo essersi dimesso dalla carica di portavoce del Coordinamento dei lavoratori portuali - tutti si sono seduti a terra e sono rimasti in completo silenzio.

«Noi siamo pacifici e dobbiamo rimanere pacifici fino alla fine: abbiamo diritti da far rispettare, ma non con la forza come ci hanno mostrato stamattina - ha detto, parlando alla folla - C'erano famiglie, bambini.


Ci hanno attaccato e non ho parole, non me lo sarei mai aspettato. Lacrimogeni sono finiti anche dentro una scuola. Aspettiamo gli altri nostri fratelli, e restiamo seduti. Stiamo tranquilli. Noi non molliamo», ha concluso.

In piazza la situazione si placa, i manifestanti restano.

Aggiornamento ore 12.30: fermati cinque manifestanti

Cinque manifestanti sono stati fermati questa mattina dalla Polizia all’esterno del varco 4 del porto di Trieste, mentre si sta vagliando la posizione di una sesta persona. Inoltre si registra un ferito del Reparto Mobile della Polizia. Lo ha reso noto la Questura di Trieste.

Aggiornamento ore 12.20 Nuova carica della polizia al Molo VII

Davanti all’ingresso del Molo VII, ormai praticamente blindato dalle forze di polizia, sono rimaste due ali di manifestanti che non hanno preso parte al corteo. Non è chiaro se abbiano deciso volontariamente di non proseguire verso il centro città o se sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Qui è partita un’altra carica della polizia con lancio di lacrimogeni. Non si escludono altri interventi da parte della polizia. 

La situazione è in stallo con un gruppo di manifestanti da una parte della strada, un altro dall’altra parte e le camionette della polizia intorno. 

Aggiornamento ore 12: il corteo si muove in centro città. Nuova carica con lacrimogeni davanti al Molo VII dove è rimasta un’altra parte di manifestanti

Dopo una trattativa con la polizia davanti al piazzale della piscina Bianchi i manifestanti formano un corteo che si muove verso piazza Unità.

La polizia locale ha chiuso il traffico da piazza Venezia; circolazione interdetta anche sulle Rive. 

Aggiornamento ore 11.30 Guerriglia in Campi Elisi, lacrimogeni disturbano chi va a votare nella scuola di via Carli 

Scene da guerriglia in Campi Elisi dove la folla dei manifestanti ha cercato sfogo scappando dal lancio dei lacrimogeni. Lacrimogeni che sono stati tirati anche ad altezza d’uomo e che hanno finito per disturbare anche le persone che stavano andando a votare nel plesso scolastico di via Carli. 

Anche un polizotto è stato ferito

Quel che resta del presidio si è poi radunato nel piazzale antistante alla piscina Bianchi dove sono cominciate nuove trattative con la polizia. Pare che i manifestanti abbiano intenzione di formare un corteo e muoversi verso piazza Unità. 

Aggiornamento ore 11: Partono i lacrimogeni, il fronte si sposta in Campi Elisi

Per disperdere la folla le forze dell’ordine cominciano a lanciare i lacrimogeni. I manifestanti sono così indietreggiati di almeno 150 metri in pochi secondi verso via Campi Elisi, dove a questo punto la situazione è infuocata. La strada è ormai chiusa. 

Lancio di lacrimogeni da parte della polizia. I manifestanti sono così indietreggiati praticamente fino a Campi Elisi. Foto Lasorte

L’intervento social di Salvini e Meloni

A intervenire sullo sgombero di Trieste è Matteo Salvini: «Settimana scorsa si permette a un manipolo di neofascisti di mettere a soqquadro Roma, oggi si usano gli idranti contro i pacifici lavoratori e cittadini a Trieste. Ma al Viminale come ragionano?», ha scritto in un tweet il leader della Lega.

A fargli eco su Facebook anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: «Lo stesso Governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale di migliaia di sbandati, nulla ha fatto per impedire l'assalto alla sede della Cgil, nulla fa per fermare l'immigrazione illegale e combattere le zone franche dello spaccio e della criminalità... tira fuori dai depositi gli idranti per usarli contro dei lavoratori che scioperano pacificamente per non essere discriminati sul posto di lavoro».

Aggiornamento ore 10.38 Altra carica con gli idranti

Un’altra carica con gli idranti da parte della polizia: è la più lunga e la più potente. La tensione cresce. In azione un centinaio fra poliziotti, militari della guardia di finanza e dei carabinieri. 

I manifestanti sono ormai almeno 2mila. Resistono a mani alzate, una persona è rimasta a terra ed è stata schiacciata dagli altri che indietreggiavano, è stata soccorsa da una poliziotta. “Sono stati gentili”. “Libertà, libertà”, continuano a urlare facendosi coraggio i manifestanti.

Ormai il fronte di No green pass e portuali è arretrato per oltre metà del piazzale: la folla è costretta indietro verso il cavalcavia della superstrada e via Campi Elisi. 

Aggiornamento ore 10.15: la polizia avanza lentamente

Nell'avanzare, il blocco della polizia ha superato il gruppo di portuali che sedeva a terra - tra i quali c'era anche Stefano Puzzer - di fatto isolandolo dal resto dei manifestanti nel momento in cui gli agenti hanno continuato ad avanzare. I poliziotti, avanzando anche con piccole cariche e con intervallato uso di idranti, hanno guadagnato un centinaio di metri e continuano a costringere i manifestanti ad arretrare.

Aggiornamento ore 10: fermati alcuni manifestanti

Alcuni manifestanti sono stati fermati dalla polizia nel corso dei tafferugli al porto di Trieste. Lo conferma all’Agi un dirigente delle Forze dell’Ordine.
 

I lavoratori portuali, riconoscibili per le tute gialle, hanno costituito un cordone tra la polizia e i No Green pass per evitare appunto contatti tra le forze dell'ordine e i manifestanti e garantire dunque anche l'incolumità di tutti. La polizia continua progressivamente ad avanzare e gli altri ad arretrare senza però prove di forza da alcuna delle due parti. La tensione è altissima, i mezzi della polizia sembrano prepararsi a una nuova carica mentre la folla dei manifestanti continua a ingrossarsi.

Aggiornamento ore 9.45. I poliziotti tentano di alzare i manganelli, i manifestanti rispondono a mani alzate “Siamo in pace”. Alcuni finiscono a terra. Un secondo lavoratore accusa un malore

La polizia ha nuovamente azionato gli idranti nel tentativo di scoraggiare i manifestanti dal resistere e opporre resistenza. Gli agenti e i mezzi avanzano lentamente e guadagnano metro su metro. Poco prima di lanciare nuovamente acqua, i poliziotti hanno tentato vanamente di alzare da terra i portuali che si tenevano per mano.

Un secondo lavoratore ha accusato un lieve malore, la barriera di agenti allora si è aperta per farlo passare ed entrare nel porto per essere soccorso. Intanto, sono giunte altre persone nel piazzale - soprattutto a sostegno dei manifestanti - dove ora si trova un migliaio di persone.

La testimonianza di una manifestante a Tele4: “Siamo sopra un ponte, è un’azione di forza molto pericolosa”. "Giù le mani, giù le mani”, implorano. 

Sgombero Porto, i manifestanti si tengono per mano e avanzano: la carica della Polizia


 

Aggiornamento ore 9.36: Riprese le cariche con gli idranti

La polizia ha rimesso in azione gli idranti, continuano le cariche. Al presidio di resistenza di portuali e No green pass si sono nel frattempo aggiunti altri manifestanti per dare man forte. Le camionette avanzano e i manifestanti sono costretti ad arretrare. 


Aggiornamento ore 9.24. Polizia e manifestanti muro contro muro, spenti gli idranti

Nello spiazzo antistante ci sono alcune centinaia di persone che stazionano. La polizia invece in prossimità del Varco ha costituito una sorta di barriera tra uomini e mezzi e conta di avanzare lentamente spingendo lavoratori e No Green pass lontano dal Varco stesso. I manifestanti - tra portuali con le tute gialle e No green pass - si sono alzati in piedi gridando 'libertà' e chiedendo alle forze dell'ordine di arretrare. E ancora: “Abbiamo tutti famiglia, vogliamo il diritto a lavorare”.

Tra i portuali c'è anche Stefano Puzzer, leader della protesta. Uno dei lavoratori ha accusato un leggero malore durante le prime fasi concitate dello sgombero ed è stato allontanato dalla folla dai colleghi. Un'ambulanza è giunta poco dopo per soccorrerlo I manifestanti quando gli idranti sono stati chiusi, si sono seduti nuovamente tenendosi per mano o abbracciandosi, mentre i mezzi della polizia hanno avanzato lentamente per poi fermarsi.

Sgombero del Porto di Trieste, i manifestanti in coro: "La gente come noi non molla mai"

Aggiornamento ore 8.45 È cominciato lo sgombero

Poco dopo le 8 di lunedì 18 ottobre è cominciato lo sgombero dei manifestanti che stazionano davanti al Varco 4 di Trieste
 

Blocco del Porto, le immagini dello sgombero: tra i manifestanti c'è chi recita il rosario

Alcuni mezzi della polizia sono giunti al presidio davanti al Varco 4 dall'interno del Porto. I manifestanti, con i portuali davanti, li attendevano seduti dall'altro lato del Varco lungo la strada seduti a terra intonando «La gente come noi non molla mai» e «Libertà». I poliziotti sono scesi dai mezzi in tenuta antisommossa, un funzionario li ha più volte invitati a disperdersi «in nome della legge» poi sono stati azionati gli idranti.

Un portuale è rimasto ferito ed è stato soccorso dall’ambulanza. 


 

Dopo la prima carica con gli idranti la situazione si è temporaneamente calmata. I manifestanti sono indietreggiati. 

Il supporto dal Veneto e i primi scontri
Tant’è che in serata sono cominciati a girare gli appelli “per andare a fare massa” ai varchi del Molo VII. Una mobilitazione dal Veneto ha invitato i no green pass ad arrivare entro oggi, lunedì 18 ottobre, a dare man forte ai portuali.

Trieste, entrano i primi camion al Porto

Intorno alle 8 parte dei manifestanti ha formato un capannello nei pressi dei tornelli. A pochi minuti dall'alba chi ha passato la notte al sit in sta smontando le tende e raccogliendo da terra i sacchi a pelo. Pochi i lavoratori portuali presenti, più numerosi i sostenitori. Poco prima delle 7 alcuni veicoli sono riusciti a fare accesso allo scalo attraverso il varco senza difficoltà. Tra i manifestanti qualcuno in pettorina avvisa gli altri di «mantenere la sinistra» per consentire il passaggio dei mezzi.

Alle 7 al presidio è arrivato anche Stefano Puzzer, il portavoce dimissionario del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. I manifestanti gli si avvicinano per salutarlo, qualcuno gli chiede di poter scattare un selfie.

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