Monfalcone, ultimo giorno per la mostra “Fuori centro”. 1.500 visitatori dentro i fatti e le emozioni

Le foto di Katia Bonaventura per i 140 anni del Piccolo alle Antiche Mura di via Fratelli Rosselli con orario 10-13 e 16-19

TRIESTE Ultimo giorno domenica 17 ottobre per la mostra “Fuori centro” allestita in occasione dei 140 de Il Piccolo, dal quotidiano in collaborazione con Irisacqua, nella sala Antiche Mura di via Fratelli Rosselli. La mostra è visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. In esposizione 45 immagini, opera della fotografa Katia Bonaventura, che le ha selezionate attingendo tra gli innumerevoli “scatti” prodotti durante i servizi di cronaca affidatigli, nel raccontare gli eventi e i momenti più salienti del territorio, tra il Monfalconese e Grado. Fotografie quasi tutte inedite, dal 2011 a oggi, che trasferiscono nel presente attimi di vita vissuta. Risvegliano l’emozione propria di quel momento, di quel fatto. Sicuramente i numerosi visitatori, a oggi 1.500, si sono immedesimati nell’impatto comunicativo, a scorrere il registro della mostra, le firme apposte sono accompagnate da sinceri apprezzamenti. Uno tra i tanti rende l’idea: “sono fotografie che colpiscono il cuore”.

Martino Deotto, che assieme a Stefania Dimitru, ha “custodito” l’esposizione, collaboratore di Ponti d’Europa, ha spiegato: «Molti hanno riconosciuto nelle varie immagini l’attenzione posta al territorio. Ne sono rimasti coinvolti, soprattutto per il loro valore simbolico suscitando ricordi ed emozioni». Il volto struggente di Sior Anzoleto appoggiato al cuore dell’amata, spinge al sorriso richiamando all’ironia tutta bisiaca, impersonata dal “matador” del Carnevale Monfalconese, sempre pronto a rinnovare il suo inorgoglito “sì” ad avvenenti spose. Foto tra le più gettonate, del resto, “La Cantada” rimane sempre “La Cantada”. E don Valle che racconta un episodio del Vangelo ai piccoli dell’asilo, tra le mani un cartellone per trasmetterne il senso con i disegni. Si coglie il suo sguardo, gli occhi vivaci e trasparenti, di bontà. Caro, dolce don, con la sua determinazione senza mai abbandonare il sorriso, è il pensiero che probabilmente più d’uno ha fatto. C’è chi ha ricordato di aver seguito un suo corso, chi è tornato studente, ad ascoltarlo nell’ora di religione. Ha colpito anche un’immagine evocativa, un anziano, avvolto da un foulard rosso, seduto in disparte sulla base del monumento ai caduti, durante la celebrazione del 25 Aprile. Come il primo piano sul volto di un uomo che, davanti all’Inail, protestava in un silenzio agghiacciante, lo sguardo cade sulla sua bocca cucita.

Lo “scatto” di Katia, al Sacrario di Redipuglia, coglie l’essenza della Festa della Repubblica in un attimo particolare: dalla solennità dello schieramento dell’Arma in alta uniforme, tutti immobili e impettiti, ma uno di loro è girato verso l’obiettivo, quasi a comunicare il senso di umanità per il sacrificio di tante vite, è un po’ il messaggio passato tra i visitatori. Fiumicello, 12 febbraio 2016: in primo piano il volto contrito del sacerdote, sullo sfondo la folla visibilmente distrutta, qui è riassunta l’intensità di un unico dolore, nel corso del funerale di Giulio Regeni. Tanti eventi, tanti fatti chiamano all’attenzione, scorrono tutti insieme. È imponente lo sparviero tra le mani di Damiano Baradel, colto nella sua massima apertura d’ali, a spiccare il volo verso la libertà, ed è tenerissimo quel felino che nel 2010 aveva infiammato il cuore della comunità, strappato ai mercanti di animali: Simba-Leo disteso guarda l’obiettivo, sembra di toccarlo e di sentirne tutta la morbidezza.

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