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L’Egitto non rompe il silenzio su Regeni Il presidente della Commissione d’inchiesta Palazzotto: «Ora è una questione di Stato»

Ricomincia l’iter per risalire ai quattro indagati. Il presidente della commissione d’inchiesta: «Il governo parte lesa»

ROMA Alla fine, per fortuna che c’è Maurizio Landini che urla dal palco di piazza San Giovanni. Gli bastano cinque parole. «Vogliamo la verità su Regeni». L’applauso che sale dalla folla, però, è travolgente. Sì, gli italiani vogliono la verità su Regeni.

Il problema è che il processo è come un motore che gira a vuoto. La Corte d’assise di Roma non se la sente di mandare avanti il procedimento senza una prova certa che i quattro egiziani indagati siano al corrente che in Italia sta iniziando un processo contro di loro.

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