Trieste, continua la protesta in porto e i manifestanti accusano le ditte: “Ci sono dipendenti al lavoro senza Green pass”. La replica: “I controlli non spettano a noi”

Un migliaio di manifestanti animano il presidio al Molo VII. Presente a sostenerli anche l'attore Enrico Montesano. La precisazione di Agenzia per il lavoro portuale e della Samer in merito alle verifiche sulla certificazione verde

TRIESTE Sabato 16 ottobre: all'indomani del primo giorni di protesta contro il green pass, continua lo sciopero del coordinamento dei portuali di Trieste (foto e video sono di Andrea Lasorte, qui la cronaca del venerdì).

A Trieste seconda giornata di manifestazione dei portuali, si va avanti a oltranza

Col passare delle ore nella mattinata, continuano ad arrivare portuali e cittadini contrari all’obbligo del certificato verde. Intorno a mezzogiorno all’ingresso del Molo VII si conta un migliaio di manifestanti. I portuali sono intenzionati ad andare avanti a oltranza.

LA CRONACA DELLA SECONDA GIORNATA DI SCIOPERO, IN BREVE 

  • L’Authority: «Il porto di Trieste non si è fermato nonostante la manifestazione, scalo di Monfalcone operativo al 100 %». 

  • «Il lavoratore è stato allontanato». Lo ha detto il terminalista Enrico Samer, presidente di Samer & Co. Shipping, dopo un breve controllo durante il quale si è riscontrato che il giovane non ha il green pass. «Controllo che - precisa Samer - comunque non spetta a noi».

  • Enrico Montesano arriva a portare la sua solidarietà ai portuali

  • Lo scrittore Rumiz dichiara che “i portuali hanno tradito il loro presidente Zeno D’Agostino

  • I portuali sono intenzionati a continuare lo sciopero ad oltranza

  • Un dipendente, chiamato al telefono durante la conferenza stampa indetta dai portuali, ha affermato in vivavoce che nessuno gli ha chiesto il green pass prima di andare a lavorare

  • L’agenzia per il lavoro portuale di Trieste replica alle accuse dei lavoratori in protesta “Abbiamo predisposto i tamponi, i controlli non spettano a noi” (qui l’articolo)

  • Il Coordinamento dei lavoratori portuali dichiara di aver denunciato l’Agenzia per il lavoro portuale di Trieste: avrebbe fatto lavorare dipendenti senza green pass

  • Via social l’annuncio dell’arrivo di Enrico Montesano in segno di solidarietà ai portuali

  • Intorno a mezzogiorno si conta un migliaio tra portuali e cittadini no green pass all’ingresso del Molo VII

  • Di mattina il presidio comincia ad animarsi dopo una nottata passata all’insegna del divertimento: nessun blocco all’ingresso, i mezzi vengono fatti entrare

Aggiornamento ore 17.45. L’Authority: «Il porto non si è fermato»

«Il porto di Trieste non si è fermato e continua a lavorare nonostante la decisione di alcune componenti dei lavoratori di aderire alla protesta anti Green pass sfociata da venerdì nella manifestazione davanti al varco 4 dello scalo giuliano. Nessun blocco invece al varco 1, dove i mezzi possono entrare e uscire liberamente a servizio di Riva Traiana dedicata ai traffici RO-RO con la Turchia». Lo afferma l’Authority in una nota diramata nel pomeriggio di sabato 16 ottobre. Qui l'articolo

Aggiornamento ore 15. L’arrivo di Montesano

Enrico Montesano è arrivato per dare la propria solidarietà ai portuali di Trieste. «Il Green pass è una cosa inutile, che nulla ha a che vedere con la sanità, ma è una questione politica. Il Green pass è l'inizio di un controllo personale e individuale - ha detto -. Mi fa piacere che siano stati i lavoratori portuali» a organizzare la protesta, ha aggiunto, «la classe operaia sta sempre un passo avanti». (Qui l’articolo)

Enrico Montesano al presidio dei portuali a Trieste: "Noi siamo pacifici"

Aggiornamento ore 14.45. Lo scrittore Rumiz: “I portuali hanno tradito”

Secondo lo scrittore Rumiz «I portuali hanno tradito il presidente Zeno D’Agostino. Una classe di lavoratori che da questo presidente del Porto è stata trattata con i guanti. Siamo fronte a dei lavoratori culturalmente deboli e facili da raggirare, credo siano stati spinti a questo da forze esterne». Qui l’intervento

Aggiornamento ore 14.30 La testimonianza di un dipendente 

Il leader del Coordinamento dei portuali di Trieste, Stefano Puzzer, durante la conferenza stampa delle 14.30, ha chiamato in vivavoce davanti alla folla un dipendente del Porto, della ditta Samer che lavora in Molo V. Il dipendente ha affermato che oggi (sabato 16 ottobre) nessuno gli ha controllato il green pass.

A questo punto Puzzer ha chiesto alle autorità controlli a tappeto in tutto il porto.

Puzzer ha detto di essere «in contatto con le forze dell'ordine come carabinieri, polizia, finanzieri, vigili del fuoco. Stiamo creando un coordinamento nazionale con loro, con a fianco un coordinamento lavoratori portuali. Come qui abbiamo messo la faccia è giusto che questa forza si coordini per una mossa più forte».

«Il lavoratore è stato allontanato». Ha poi riferito nel corso del pomeriggio il terminalista Enrico Samer, presidente di Samer & Co. Shipping, dopo un breve controllo durante il quale si è riscontrato che il giovane non ha il green pass. «Controllo che - precisa Samer - comunque non spetta a noi».

Trieste, la conferenza stampa del portavoce dei portuali Puzzer

Aggiornamento ore 13: La replica dell’Agenzia per il lavoro portuale 

Il presidente di Alpt Francesco Mariani replica alla denuncia dei Coordinamento dei lavoratori portuali: «Abbiamo predisposto la copertura delle spese del tampone e molti nostri lavoratori stanno andando a farlo nell’ambulatorio predisposto. Detto questo, l’Agenzia avvia i lavoratori a chiamata e, come previsto dalla circolare predisposta dall’Autorità portuale, il controllo dei nostri dipendenti avviene direttamente nei terminal delle imprese che ci chiamano e che per quel giorno hanno il lavoratore alle proprie dipendenze». Qui l’articolo

"La gente come noi non molla mai", cantano i portuali di Trieste

Aggiornamento ore 11.28: Il Coordinamento dei lavoratori denuncia l’Autorità per il lavoro portuale

Il Clpt, sindacato che sta portando avanti l’iniziativa dello sciopero contro l’obbligatorietà del green pass, ha denunciato stamane, sabato 16 ottobre, in questura l’Agenzia per il lavoro portuale di Trieste (Alpt) perché farebbe lavorare alcuni suoi dipendenti senza il certificato verde, nella «consapevolezza che non ne sono in possesso».

La notizia è stata data al migliaio di persone radunate davanti al varco 4, epicentro della protesta dei portuali, dal portavoce Stefano Puzzer. «Ora ci aspettiamo che venga chi di dovere a fare i controlli del caso» ha aggiunto il manovratore delle gru, diventato il leader della protesta. 

Aggiornamento ore 9: il presidio inizia ad animarsi dopo la nottata di festa

Sciopero dei portuali a Trieste: inizia il secondo giorno di protesta

Dopo una nottata all'insegna del divertimento, all'alba di questa mattina sono una cinquantina i lavoratori già presenti al presidio all'ingresso del Molo VII, affiancati da un centinaio di singoli cittadini del movimento No green pass che fin da ieri hanno sostenuto la protesta e che hanno in parte dormito sul posto nella notte tra venerdì e sabato.

Trieste, sabato mattina continua il presidio dei portuali

Aggiornamento ore 8: La protesta va avanti a oltranza: nessun blocco

Furgoni, stuoini e tende hanno fatto da rifugio per trascorrere la notte. Il numero dei manifestanti anche questa mattina è destinato a crescere, dicono gli organizzatori: "essendo iniziato il fine settimana è probabile che molte persone verranno a darci la loro solidarietà".

La protesta d'altronde va avanti a oltranza, anche se non si tratta di un blocco delle attività: anche questa mattina vetture e camion entrano in porto senza essere ostacolati. 

I portuali continuano dunque a presidiare il varco 4 dello scalo di Trieste ma lasciano libero l' accesso.

Davanti ai tornelli stamani c'è anche Stefano Puzzer, leader del Coordinamento lavoratori portuali Trieste

Trieste, sabato mattina continua il presidio dei portuali

La prima notte di sciopero tra venerdì e sabato 16 ottobre

Insolita folla davanti al Varco 4 del Porto di Trieste a mezzanotte dove invece dei camionisti balcanici o dell'Est Europa oltre duecento persone ballano e si divertono al suono di musica techno o fortemente ritmata sparato da una cassa acustica. Lo riporta l’Ansa.

Tra le insegne al Led che intimano «slow down» «caution» e le gigantesche torri con i fari bianchi nel panorama industriale il ritrovo da disco somiglia a un rave party. La protesta dei portuali si è trasformata in una festa e il porto in una disco all'aperto. Tanti i giovani chi non balla si trattiene a discorrere sebbene soffi un «borino» freddo. Altri hanno portato sedie pieghevoli con tanto di coperte per ripararsi e qualcuno perfino tende da campeggio.

Ogni tanto, giusto per restare in tema, una voce scandisce «no green pass» oppure un insulto al governo Draghi. Tutti si voltano allora, si uniscono al coro per qualche istante, poi riprendono a ballare. Si può far tardi, domani è sabato. 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

La Palma, il drone riprende il fiume di lava che si fa largo tra le case

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi