Niente nave a Monfalcone, in 85 senza lavoro

Katia Bonaventura

Decine di operatori fermi nel weekend dopo il trasferimento della Msc a Marghera. Cisint: «Non un bel biglietto da visita»

MONFALCONE. Ci si chiede, dopo che il carnaio di no Green pass – una tribù di striscioni e maracas a tambureggiare Li-ber-tà in triplice solfa – è srotolato da Panzano a piazza Cavour, che conseguenze possa aver avuto la mattinata di mobilitazione a Monfalcone.

Quelle immediatamente intuibili: assenze da lavoro e nervi a fior di pelle in farmacia per ottenere un tampone. Quelle rimaste sotto traccia, ma dalle inevitabili ricadute economiche: 85 lavoratori a braccia conserte. Che nei weekend vengono abitualmente impiegati al molo 1 per l’attracco delle navi da crociera Msc a Portorosega, ma stavolta no: 30 addetti di Cetal al sabato, 30 ex articolo 17 alla domenica e 25 su entrambe le giornate di Msc. Questo fine settimana, infatti, la nave bianca ha trasmigrato a Marghera, su decisione dell’armatore. All’Autorità di sistema, infatti, era giunta la segnalazione della possibilità di un blocco delle prestazioni in banchina. Il sentore di un rischio, per i viaggiatori, di restare bloccati con le valige in stiva.

«Non sarebbe stato un bellissimo biglietto da visita», commenta il sindaco Anna Cisint. Anzi una figuraccia per una città che peraltro ambisce, almeno nelle determinazioni dalla sua amministrazione, a diventare polo crocieristico, al fine di diversificare le economie sul territorio. «Al di là della crocieristica – continua la prima cittadina – quando hai dei traffici e sudi per mantenerli qui, ma per un inghippo traslocano altrove, chi ti dice che poi ritornano se dall’altra parte magari si trovano meglio?» .

Dunque per evitare disagi ai passeggeri, rotta e ormeggio a Marghera. La ripercussione forse più evidente dello sciopero di venerdì, che comunque, per quanto riguarda Portorosega, dove l’adesione è stata del 20%, non ha impedito l’accesso ai varchi di camion e mezzi privati dei dipendenti. Nessuna interruzione del lavoro. Spedizioni e traffici sono proseguiti, a tratti al rallentatore in un venerdì da bollino rosso, per colpa del certificato verde.

Tirata una riga sul porto, da Prefettura e Commissariato di Monfalcone il bilancio della manifestazione No Gree pass, sul fronte della sicurezza, appare positivo. Infatti volanti e personale della Digos, con il supporto di unità dedicate in porto, non hanno appuntato rilievi, né distorsioni sui comportamenti durante il corteo. «Non ci sono state limitazioni negli accessi ai luoghi di lavoro», confermano da via Ugo Foscolo.

E che al momento non vi siano profili di irregolarità, diversamente da altre realtà vicine, lo dice anche il prefetto di Gorizia Raffaele Ricciardi: «Manifestazione di sciopero consentita e regolare, perché a nessuno è stato impedito di accedere alla fabbrica, al porto o all’ufficio. Non sono state rilevate violazioni dalle forze dell’ordine».

A Monfalcone, per partecipare alla manifestazione, in solidarietà anche alla mobilitazione dei portuali triestini, sono confluite 1. 200 persone, venerdì mattina.

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