Protesta no green pass, in 5mila a Trieste: i portuali: “Blocco a oltranza”. Tuiach colpisce un manifestante, aggredite due troupe Rai. Segui tutti gli aggiornamenti

TRIESTE. Il venerdì delle proteste è arrivato. A partire dalle 6 di questa mattina, 15 ottobre, il Coordinamento dei lavoratori del porto ha chiamato a raccolta il movimento no Green pass fuori dai varchi d’accesso dello scalo (Video di Andrea Lasorte; foto e video di Andrea Lasorte e Francesco Bruni).


CHE COSA SAPPIAMO IN BREVE

  • Il blocco, iniziato alle 6 di venerdì 15, sarà a oltranza. L’appuntamento è ai varchi 1 e 4
  • I portuali: “Pronti a manifestare fino al 31 dicembre”
  • Più di cinquemila persone partecipano al corteo
  • Anche a Monfalcone sfila il corteo contro il green pass (qui l’articolo)
  • Attimi di tensione con Fabio Tuiach: l’ex consigliere ha tentato di bloccare l’ingresso del Porto di Trieste ad alcune auto

  • La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero ha bocciato la manifestazione comunicandolo al ministero dell’Interno (qui per approfondire)
  • Il presidente della Regione Fedriga: “Serve aprire un dialogo” (qui l’intervista)
  • Il Viminale ha deciso di schierare 230 tra agenti e militari (qui per approfondire)

TUTTI I VIDEO DAL PORTO DI TRIESTE

Aggiornamento ore 14.49. Aggredite troupe giornalistiche Rai

Una troupe di Rai3 mentre stava per fare una diretta nei pressi del varco 4 del porto di Trieste è stata circondata da numerosi manifestanti che hanno iniziato a fischiare e a gridare «venduti» impedendo in ogni modo le riprese e la registrazione. Gli insulti sono aumentati e più volte la troupe è stata invitata bruscamente ad allontanarsi fino a quando la giornalista e il cameraman non hanno smontato l'attrezzatura e si sono allontanati. 

Episodio analogo subito dopo: aggredita una troupe di Rai1 costretta a sospendere la diretta. 

Aggiornamento ore 14.15. Tensioni fra i manifestanti

Quando alcuni esponenti degli antagonisti di sinistra volevano prendere la parola, i portuali hanno risposto “questa è casa nostra”.

Ad un tratto è stato Tuiach a voler prendere la parola dal microfono in mano ad uno dei responsabili del Coordinamento No green pass Trieste. Una volta ricevuto il diniego, Tuiach ha sferrato un pugno in faccia al membro del Coordinamento. Il colpo è stato così forte tanto che l’uomo è caduto a terra.

Successivamente i manifestanti hanno intonato “El pueblo Unido jamás será vencido”, mentre Tuiach, che già in mattinata aveva cercato di bloccare un’auto all’ingresso, è stato portato via dai suoi colleghi portuali.

Trieste, i portuali spiegano il perché della protesta

Blocco a oltranza

Nel corso di una conferenza stampa Stefano Puzzer, leader del Coordinamento dei lavoratori portuali, ha annunciato che lo sciopero continuerà a oltranza. 

No green pass, l'entusiasmo dei portuali di Trieste

Aggiornamento ore 12.49 

«I pompieri paura non ne hanno». Con questo slogan e con uno scroscio di applausi e di fischi sono stati accolti circa quindici vigili del fuoco giunti al Varco 4 in segno di solidarietà con i manifestanti. Anche dal microfono sono stati intonati cori, come «La gente come noi non molla mai» e la variazione su tema «I portuali paura non ne ha», scanditi da battiti di mani.

Trieste, merenda e brindisi fra i portuali in protesta


Aggiornamento ore 12.20 oltre cinquemila partecipanti
 Sono diventati oltre cinquemila i partecipanti alla manifestazione ma continuano ad arrivare persone, che affollano l'ampia area davanti al Varco 4 del porto di Trieste. Spesso qualcuno intona slogan come «Libertà» oppure «No green pass» o ancora altri contro il Governo Draghi.

Aggiornamento ore 12. I portuali rimandano indietro gruppi di estrema sinistra, Forza Nuova e Casa Pound

Più gruppi, con cartelli e anche strumenti musicali, si sono fatti largo tra la folla giungendo fino al varco. Alcuni di estrema sinistra, altri di destra come CasaPound e Forza Nuova. In tutti i casi, però, i portuali che presidiano l'accesso, li hanno rimandati indietro, negando loro l'accesso nell'area portuale. Intanto, sono state portate casse acustiche dalle quali è diffusa musica e spesso vengono accessi fumogeni.

No Green pass, manifestanti a Trieste


Aggiornamento ore 11.30. Corteo a Udine: in duemila sfilano per la città
È partito il corteo no green pass da piazzale Chiavris a Udine. Sono un migliaio i partecipanti che attraverseranno la città al seguito di un furgone accompagnato da cori, striscioni e tamburi. Al grido “No green pass e libertà”, i manifestanti solidarizzano con i portuali di Trieste. Eterogena la presenza al corteo: non solo lavoratori ma anche dipendenti dal mondo della scuola, studenti, personale sanitario, ferrovieri e chi opera nel trasporto pubblico locale. In testa al corteo le forze dell’ordine.

No Green pass, i tamburi dei manifestanti

Aggiornamento ore 11. A Monfalcone sfila il corteo no green pass

Sono più di mille i partecipanti al corteo “No Green pass” che, partiti intorno alle 10 dal piazzale dello stabilimento di Fincantieri a Panzano, hanno raggiunto piazza Cavour a Monfalcone. Qui l’articolo


Aggiornamento ore 11. Portuali: libertà per chi vuole lavorare
«Ieri in assemblea ci siamo confrontati. Oggi siamo tutti in sciopero, così ci siamo detti, garantendo la libertà a chi vuole lavorare. Siamo qui fino a quando il governo non ci darà risposte». Lo ha detto Stefano Puzzer, portavoce del Coordinamento lavoratori portuali Trieste davanti al varco 4 del porto durante la manifestazione al Varco 4.

«La nostra posizione riguardo al presidente D'Agostino - ha continuato - è che spiace l'attacco verso di noi e soprattutto verso di me. Come abbiamo detto a tutti non siamo contro il nostro presidente, lo abbiamo difeso quando c'era da difenderlo. Se ha promesso la decisione di dimettersi, è una sua decisione. Noi siamo contro il green pass e quindi siamo contro le decisioni del governo». Secondo Puzzer, «il Green pass causerà disagi ai cittadini, e farà anche perdere il lavoro a famiglie già provate dalla crisi».
 

Aggiornamento ore 10.45. Fedriga: il porto va avanti 
«Il Porto funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma
funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l'economia di un Paese, dato che danneggiare l'attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell'indotto». Lo ha detto il presidente della Regione Fvg e
della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a SkyTG24.

«Il Porto funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l'economia di un Paese, dato che danneggiare l'attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell'indotto».

Aggiornamento ore 10.30. I portuali: “Pronti a manifestare fino al 31 dicembre”

«Siamo pronti a non lavorare fino al 31 dicembre, quando scadrà il decreto green pass che per noi è un provvedimento criminale». L’intenzione è espressa da Sebastiano Grison, 24 anni, uno dei lavoratori del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste, il sindacato di base che ha organizzato la protesta contro il certificato verde.

Trieste, l'anziana alla manifestazione dei portuali

«Io sono vaccinato, ma il diritto al lavoro è di tutti e non me la sento di lasciare a casa persone che per me sono dei fratelli - spiega il giovane lavoratore -. Il green pass serve alla ripartenza delle imprese, sono d’accordo con chi lo dice, ma il porto andava già alla grande, qui non c’è bisogno di nessun green pass. Gli strumenti per combattere la pandemia sono i vaccini e il distanziamento sociale. Il Governo abbia allora il coraggio di imporre il vaccino obbligatorio, si assuma questa responsabilità». Sono più di un migliaio le persone radunato al varco 4 del porto. I lavoratori hanno allestito un banchetto con cibo e bevande.

I portuali di Trieste offrono il caffè ai militari della Guardia di finanza

Aggiornamento ore 10.15. Illy: lo Stato intervenga se si bloccano i varchi portuali
«Scioperare è un diritto costituzionale, impedire con la forza di lavorare a chi vuole esercitare quest'altro diritto, è un reato. Se i ribelli al Green Pass bloccassero i varchi del porto di Trieste, mi auguro un intervento immediato e deciso delle forze dell'ordine per ristabilire la legalità. Lo Stato non può permettere
l'interruzione violenta di un pubblico servizio senza reagire.

Tuiach mostra il rosario e urla "No green pass", lo slogan al Molo VII


Il rischio oggi è lasciar scivolare il Paese in anarchia e ricatti estremisti». Così, in un'intervista a Repubblica l'imprenditore Riccardo Illy, già sindaco di Trieste e presidente della Regione.


«Avverto però - prosegue - che un blocco ad oltranza cadrebbe come un macigno sulla ripresa interna e internazionale, in una fase già critica del trasporto marittimo globale». Per Illy, se il «rifiuto esplode oggi, quando in gioco ci sono vita e lavoro, significa che il problema non è il green pass», ma «la crescente sensazione di impunità di un ribellismo violento che usa il vaccino quale foglia di fico per inconfessati obbiettivi di destabilizzazione politica». «Per questo - prosegue - mi auguro che a Trieste e altrove lo Stato
intervenga con la forza delle leggi a difesa dei diritti costituzionali, primi fra tutti salute e lavoro». 

Protesta no green pass a Trieste: la situazione dal Porto nell'aggiornamento delle 9.30

Aggiornamento ore 9.30. Situazione tranquilla all’ingresso del molo VII

Aggiornamento alle ore 9.30 dall'ingresso molo VII. La situazione al Porto resta tranquilla con i manifestanti che continuano a raggiungere il presidio di protesta qui a Trieste. Secondo fonti vicine alle forze dell'ordine, si sono radunate più di tremila persone ma la situazione resta sotto controllo.

Al momento i camion, anche nell'altro varco, quello di Riva Traiana, stanno entrando liberamente e gli operai che vogliono andare al lavoro passano. Quello del Porto di Trieste è senza dubbio un evento mediatico con decine di testate giornalistiche da tutto il Paese arrivate per raccontare quanto succede in città

Aggiornamento ore 9. Duemila persone al Molo VII

Intorno alle 8 già quasi duemila (fonte Questura) le persone raggruppate all’ingresso del Molo VII. Non si tratta solo di portuali, molti riconoscibili dai giubbotti gialli, ma anche di tanti che non operano nello scalo. L'accesso fino a questo momento è stato consentito ma i camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro. Sono tante le persone che continuano ad arrivare.

Trieste, c'è chi va al lavoro: "Rispetto le idee di chi protesta ma rispetto anche la mia di idea"

Atmosfera rilassata davanti al Varco 4, dove intanto i manifestanti sono diventati oltre duemila. L'ingresso è presidiato dai portuali, riconoscibili dai giubbotti gialli, e consentono l'accesso di ai dipendenti. Qualcuno ha portato cartoni di pizza, che è finita in pochi istanti. Dopo ne è stata portata altra che è stata offerta anche ai tanti giornalisti e comunque ai presenti. 

Attimi di tensione al Porto di Trieste, il portuale Tuiach cerca di bloccare un'auto


Aggiornamento ore 8.45. Attimi di tensione con il portuale Fabio Tuiach

Il pugile, ex consigliere comunale più volte salito alla ribalta delle cronache per le sue posizioni estremiste (qui l’ultimo caso), ha cercato di bloccare un’auto all’ingresso del varco. Sono stati gli stessi suoi colleghi a bloccarlo.


Lo hanno convinto a desistere e a far passare la vettura. La folla intorno, per allentare la tensione, ha intonato qualche canzone tipicamente triestina e subito dopo c'è stato uno scroscio di applausi.

Aggiornamento 7.30. Le dichiarazioni di Stefano Puzzer del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste (Clpt)

"Si tratta di una protesta a oltranza, un blocco che non vuole dire andare allo scontro: chi vuole andare a lavorare può farlo. Ci sono semplici cittadini pacifici che manifestano per la loro libertà.

La nostra posizione riguardo al presidente del Porto Zeno D'Agostino? A noi dispiace questo attacco, soprattutto personale, contro di me e il Coordinamento. Noi non siamo contro il nostro presidente, l'abbiamo difeso quando era il momento di difenderlo. Lui ha preso questa decisione, noi abbiamo parlato con lui spiegando che noi siamo contro il green pass e quindi contro la decisione del governo, non quella sua. Noi non abbiamo di conseguenza alcun motivo per attaccare il nostro presidente".

Porto di Trieste, arrivano le colazioni per i protestanti



L’appuntamento ai varchi 1 e 4
L’appuntamento è ai varchi 1 e 4, ovvero nell’area antistante l’Ausonia e in quella da cui si accede al Molo VII. Ma i furori della vigilia si sono smorzati già nella serata di giovedì: «Non impediremo di entrare a chi vuole andare a lavorare, ma chiediamo a tutti i lavoratori di aderire e mostrare solidarietà. Noi andremo avanti finché avremo forza». È la stessa linea indicata a giochi fatti da Stefano Puzzer: «Se qualcuno vuole andare a lavorare vada, non blocco nessuno».


La manifestazione
Il Clpt vuole la più grande manifestazione possibile contro la certificazione verde, ma il sindacato è isolato rispetto alle altre sigle del porto e al suo interno si aprono crepe, tanto che alla fine dell’ennesima giornata convulsa i portavoce del Coordinamento devono ammettere che il blocco non ci sarà e che alle banchine potrà accedere chi vorrà.


Se non è una resa poco ci manca, anche se l’organizzazione salita sulle barricate cerca di mascherare il passo indietro. Dopo un’assemblea concitata, con momenti di alta tensione fra gli iscritti favorevoli e contrari sul blocco a oltranza, il presidente del Clpt Sebastiano Grison spiega che «la linea iniziale è confermata: blocco totale del porto a meno che il governo non ritiri il Green pass».

L’oltranza rimane, insomma, ma a questo punto sarà un blocco senza blocco. L’astensione dal lavoro si preannuncia massiccia per venerdì, ma le premesse dei sindacalisti lasciano presagire che da sabato la tensione potrebbe allentarsi e che le attività del porto potrebbero a questo punto subire solo un momentaneo rallentamento.

[[ge:gelocal:il-piccolo:trieste:cronaca:1.40810293:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/10/14/news/trieste-il-coordinamento-dei-portuali-conferma-lo-sciopero-garantendo-l-accesso-a-chi-vorra-lavorare-1.40810293]]

Le parole di D’Agostino
Zeno D’Agostino continua a parlare di dimissioni, ma qualcosa sta cambiando nella percezione del presidente dell’Autorità portuale, che nella conferenza convocata giovedì parla del suo possibile addio, ma fa anche appello affinché «la maggioranza silenziosa dei portuali» faccia vedere da che parte sta dal 16 ottobre in poi.

D’Agostino sa che la vera prova di forza comincerà dopo la manifestazione di venerdì e lancia un messaggio chiaro al Clpt: «Non pensiamo a venerdì. Nei giorni successivi non devono esserci blocchi e ci stiamo preparando perché non ci siano. Si stanno facendo incontri in Prefettura: dal 16 ottobre chi vuole lavorare avrà la possibilità di farlo e non esiste che ciò sia impedito. Le autorità si faranno sentire».


D’Agostino mette nel mirino il Coordinamento dei portuali triestini per la sua decisione di fermare il porto fino al ritiro del decreto sul Green pass obbligatorio: «Dicono che è colpa del governo se D’Agostino dà le dimissioni. Io dico che sarà colpa del Clpt e di Stefano Puzzer. Se sono uomini non diano colpe agli altri. Oggi in porto chi dissente da queste tendenze deve tacere: non credevo che il Clpt potesse arrivare a tanto, ma un po’ alla volta comincia a venir fuori il dissenso. Stiamo vedendo numeri che permettono al porto di lavorare e stare in piedi: il problema è se loro bloccano, ma questo non succederà e vedremo quanti sono. Sono entrati in un vortice troppo grande e non sanno più come gestire questa cosa: non vorrei essere Puzzer in questo momento».


    Le forze dell’ordine schierate a Trieste
    Il Viminale schiera a Trieste 230 uomini per presidiare il blocco del porto. La Prefettura aveva chiesto un numero «consistente» di forze dell’ordine: Roma ha risposto inviando da tutta Italia poliziotti, carabinieri e finanzieri dei reparti specializzati nell’anti sommossa e nella gestione dell’ordine pubblico, in supporto alle forze dell’ordine locali. Saranno dispiegati nei più importanti accessi allo scalo, in particolare il varco 4 (Molo Settimo) e in Riva Traiana.

    Ma non solo. La Questura, a cui spetta l’intero coordinamento operativo delle misure di sicurezza, intende assegnare agenti e militari anche nei punti considerati «più sensibili» e quindi a rischio: la Prefettura stessa, il palazzo della Regione, le sedi dei maggiori sindacati e dei principali mezzi di informazione, già nel mirino in queste settimane di manifestazioni.
     

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