Porto di Trieste a rischio paralisi: Msc sposta le navi di questa settimana a Venezia

Massimo Silvano

TRIESTE "Msc Crociere sposta le navi di questa settimana a Marghera. Un porto tranquillo, mica come Trieste. Se si accorgeranno che lì stanno bene chissà cosa succederà”. Lo ha annunciato nella mattinata di oggi, 14 ottobre, il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino, parlando delle conseguenze dello sciopero a oltranza annunciato dai lavoratori portuali a partire dalla giornata di domani, venerdì 15 ottobre.

“Un po’ alla volta purtroppo stanno venendo al pettine una serie di nodi. Quando dicevo un anno fa ai portuali di usare la testa e non la pancia li ho convinti allora e non adesso" ha concluso.

E di danni economici anche Antonio Paoletti, presidente di Confcommercio Trieste: “Da fonti portuali durante il Covid-19 all'interno dello scalo il lavoro non è mancato, bensì le chiamate al lavoro sono cresciute del +45%: a chi ha lavorato e ora protesta chiedo di comprendere che azioni come il blocco delle città, la chiusura dei traffici, la richiesta della creazione di corsie preferenziali rispetto alla soluzione di un problema che tocca tutti i lavoratori, sta generando ulteriori danni economici e disagi ai più deboli» scrive in una nota.

Il meme che fa tam - tam sui social ironizzando sullo sciopero annunciato al porto di Trieste. Ritratto il ministro Patuanelli in visita al porto di Capodistria con le navi in fuga da Trieste sullo sfondo. Poi la scritta "Hvala muli, grazie ragazzi"

«In questi giorni una rappresentanza di lavoratori del Porto minaccia lo sciopero ad oltranza con altre manifestazioni contro il green pass e l'obbligo del tampone previsto ormai dalla legge qui come in altri Paesi europei. Questo gruppo di lavoratori del Porto sta protestando anche contro l'effettuazione del tampone per andare a lavorare», prosegue il comunicato segnalando che «proprio ora che si può iniziare a lavorare» dopo i gravi problemi causati dalla pandemia.

Invece, «ogni sabato ci sono cortei di protesta che bloccano la città lasciando negozi e bar aperti ma vuoti, alberghi con disdette di turisti che nel dubbio rimangono a casa propria, ma con stipendi che vengono pagati e merce che rimane sugli scaffali».

Confcommercio ribadisce di essere «disponibile a condividere il costo del tampone tra datore del lavoro e dipendente, andando a trattare sul valore del tampone stesso con chi li fornisce.

Abbiamo già proposto alle sigle sindacali del settore commercio di poter suddividere il costo tra datore del lavoro e il dipendente, attingendo per collaboratrici e collaboratori dal valore delle ore permesso annuali che, ad esempio, nel settore commercio sono ben 88 - spiega Paoletti - Serve buonsenso e questo chi protesta lo dovrebbe comprendere, perché minacciando blocchi e cortei per attirare a Trieste la protesta del Nord Est, costringerà migliaia di persone a rischiare di non lavorare a causa di queste azioni, solo per non fare un tampone che peraltro le aziende degli operatori portuali hanno dato disponibilità a pagare». Dunque, «solo trovando soluzioni condivise si può evitare il peggio per tutti».

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