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Il leader ex tesserato Cisl e quei 300 iscritti vicini all’indipendentismo: la mappa della rivolta al porto di Trieste

Il Coordinamento è il gruppo numericamente più corposo ma le sigle tradizionali, assieme, contano 600 adesioni

TRIESTE Un migliaio di iscritti a sei diversi sindacati e cinquecento cani sciolti fra i 1.500 dipendenti diretti e delle ditte esterne che fanno capo al porto. Il Coordinamento dei lavoratori portuali si è messo alla guida del movimento no Green pass nello scalo, diventando l’avanguardia della protesta dell’intera Trieste, che più di ogni altra città italiana si sta distinguendo per l’incisività della ribellione al certificato verde.

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