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Green pass, si rompe il fronte sindacale nel porto di Trieste. Cgil, Cisl, Uil e Ugl: “Con i tamponi gratis lo sciopero è inutile”. Gli autonomi: “Non arretriamo”

Portuali al corteo No Green Pass (Massimo Silvano)

La mediazione trovata dall’Autorità portuale e dalla Prefettura sulla possibilità per i lavoratori di usufruire dei tamponi gratuiti a carico dei terminalisti divide i lavoratori. E intanto si teme per l’ordine pubblico in vista della mobilitazione di venerdì

TRIESTE Il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste non ammaina la bandiera della protesta contro il Green pass e conferma il blocco a oltranza del porto dal 15 ottobre, ma la mediazione trovata da Autorità portuale e Prefettura sulla possibilità per i lavoratori di usufruire dei tamponi gratuiti a carico dei terminalisti spacca il fronte sindacale. Se gli autonomi sono pronti ad andare fino in fondo, lo stesso non vale per Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb che ritengono un passo in avanti i test a spese dei datori di lavoro. Ora si temono anche problemi di ordine pubblico, perché i picchetti ai varchi che da venerdì si propongono di tenere tutti i dipendenti fuori dai moli saranno animati non solo dai portuali contrari al pass, ma anche da persone che non hanno a che vedere col lavoro in banchina.

L’agitazione nello scalo resta altissima e il porto triestino si conferma avanguardia della battaglia contro la certificazione verde, senza che episodi simili si verifichino tuttavia in altri porti italiani. I portuali giuliani sono d’altronde non vaccinati nel 40% dei casi, con tassi doppi rispetto ai colleghi del resto d’Italia, a conferma della tendenza no vax fortemente radicata a Trieste. A Venezia, Genova e Napoli si parla ad esempio del 20%. Il Clpt non arretra nemmeno dopo l’assicurazione dei tamponi gratuiti, che saranno pagati delle società private (si sta lavorando per arrivarci anche a Monfalcone) ed effettuati da un laboratorio privato che processerà un centinaio di test all’ora, fornendo il pass sul telefonino in trenta minuti. I terminalisti si sono detti disposti a seguire la circolare del ministero degli Interni che consiglia appunto di fornire tamponi gratis, ma pretendono che dal 16 ottobre non si parli più di blocco.

Per il Clpt non basta: «Stiamo ricevendo migliaia di mail, telefonate, messaggi», recita un volantino del Coordinamento, che chiede «a tutti di continuare a portare avanti questa giusta lotta bloccando anche loro il lavoro a partire dal 15». Il sindacato punta a mettersi alla testa del movimento no Green pass: «Saremo un migliaio. Contestiamo con forza la scelta del governo e senza un passo indietro andremo avanti a oltranza», spiega il portavoce del Clpt Stefano Puzzer, secondo cui «non si fermerà solo il porto di Trieste: quasi tutti si fermeranno». Un passo indietro è contemplato solo in un caso: «Se il governo sospendesse l’applicazione del Gp», dice il sindacalista. E intanto una campagna di finanziamento è partita sul web per sostenere economicamente gli scioperanti.

Sulla questione arriva anche l’appello del governatore Massimiliano Fedriga: «Il mio auspicio è che con il buon senso si possa arrivare a un equilibrio», altrimenti «rischiamo di fare un danno enorme, non soltanto all’economia della città ma a tutti quei lavoratori che con l’indotto del porto lavorano».

Porto di Trieste, Fedriga: "No alle radicalizzazioni: rischiamo un danno enorme"

Gli autonomi restano sulle barricate, ma i sindacati tradizionali chiedono di poter entrare a lavorare già da venerdì. Paolo Peretti (Cgil) ricorda che «la richiesta di avere la gratuità dei tamponi è stata soddisfatta e il Clpt non rappresenta tutti i lavoratori. Come è sacrosanta la libertà di sciopero, così va garantita la libertà di lavorare. Lo sciopero del 15? Dopo i tamponi gratuiti non c’è alcuna mobilitazione da fare». Giulio Germani (Cisl) sottolinea che «i tamponi gratuiti sono stati riconosciuti e quindi restiamo fuori dalla manifestazione del 15 e dal blocco». Per Marco Rebez (Uil), «il sindacato ha fatto una mediazione e ricevo le telefonate di molti colleghi contenti della soluzione trovata».

Secondo Alessio Davide (Ugl), «in Prefettura eravamo uniti nella richiesta del tampone gratis, poi il Clpt ha cambiato idea e ora chiede l’eliminazione del decreto dopo una mediazione che permette di continuare a portare la pagnotta a casa». L’Usb prende tempo con Sasha Colautti: «Il riconoscimento dei tamponi gratuiti è un passo avanti che va esteso però a tutte le altre aziende private, sull’adesione allo sciopero nel 15 decideremo in assemblea».

Si profila una lacerazione profonda fra i portuali e fonti della Prefettura ammettono che possa crescere il rischio di turbative dell’ordine pubblico, da quando i varchi del porto saranno bloccati dai picchetti del Clpt e di altri manifestanti no Green pass, che potrebbero unirsi per dare man forte al gruppo guidato da Puzzer. «Domattina (stamani) terremo un Comitato per l’ordine e la sicurezza per valutare le possibili dinamiche e le risposte da assumere», dice il prefetto Valerio Valenti.

Che la dimostrazione dei portuali no Green pass venga supportata da componenti esterne al porto è dato per certo anche da D’Agostino. Il presidente si aspetta che «venerdì tanta gente che nulla ha a che fare con il porto bloccherà i varchi e non permetterà ai portuali che vogliono andare a lavorare di poterci andare. La situazione è più critica a Trieste che in altri posti. È una situazione veramente tragica, perché in questo momento il porto di Trieste ha numeri incredibili». D’Agostino conferma l’intenzione di dimettersi in caso di blocco a oltranza: «Da venerdì avremo un centro tamponi in porto, per chi vuole fare i tamponi gratuitamente. Però da quando è iniziata questa situazione l’asticella viene alzata sempre di più. Se il porto di Trieste non sarà governato dall’Autorità ma da altri, prenderò la decisione, al momento vedo pochi margini di trattativa e sento mancare una legittimazione da quella forza lavoro per cui ho lavorato tanto in questi sei anni. Con un blocco a oltranza crolla la fiducia di chi ci guarda dall’estero». —

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