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L’incendio doloso al parco della Rimembranza è costato 55 mila euro

Oltre la pulizia e il taglio degli alberi c’è il valore dei cipressi secolari. Senza contare il lavoro dei pompieri

MONFALCONE Che i conti sociali ed economici di un incendio di non irrilevanti proporzioni siano sempre salati, in ragione della perdita di alberi inevitabilmente compromessi e non sempre rimpiazzabili per età e forma delle chiome, è fatto assodato. Ma se ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, questa arriva dal calcolo formulato la scorsa settimana dal dirigente comunale dell’Area dei servizi tecnici, ingegner Enrico Englaro, in merito allo spicchio di parco della Rimembranza andato in fumo il 9 settembre.

Sommando il costo degli interventi di pulizia dell’area e di rimozione degli scheletri anneriti, svolti dai vari addetti, al valore dei cinque cipressi secolari (più altre tre palme) la cifra che salta fuori non è infatti irrisoria: 55 mila euro.

Anna Cisint, sindaco, che per passata professione ha dimestichezza con la contabilità, spiega d’emblée come si è arrivati al saldo: «Premettendo che le ore di lavoro dei vigili del fuoco e dei volontari della Protezione civile non sono computabili – dice – la somma è frutto di due distinti conteggi. Il primo riguarda gli interventi di pulizia, la dispersione delle esalazioni, il taglio degli alberi incendiati e la sistemazione del parco: qui la spesa è dell’ordine di 15 mila euro.

Il secondo invece attiene il valore delle piante secolari, andate irrimediabilmente perdute: una loro stima reale non è fattibile, perché parliamo di cipressi che erano presenti già dai tempi dei miei nonni e che hanno visto la storia di questa città. Invece esiste un conto economico che contempla l’acquisto di alberi secolari, la cui entità per un cipresso di quella stazza oscilla tra i 5 e i 7 mila euro». Attribuendo il valore massimo, perché i fusti – a consultare gli storici – risulterebbero piantati nel 1901, nell’allora primo cimitero al di fuori delle mura ecclesiali di Monfalcone, le cinque chiome andate perdute «valgono 35 mila euro, più altri 5 mila per le tre palme perite nel rogo, e si arriva a 40 mila euro». Che addizionati ai 15 mila per gli interventi compongono un totale di 55 mila euro appunto.

E la somma, sempre Cisint, è «il conto che l’amministrazione comunale avanzerà nella richiesta di risarcimento che sarà sottoposta alle parti, o chi per loro, che saranno ritenute in qualche modo responsabili della vicenda». Del resto, fin dall’inizio, il sindaco aveva espresso quest’intenzione. Quanto alle indagini, nuovi elementi rispetto all’attività già condotta dal locale Commissariato nell’immediatezza dell’incendio di Panzano, non si sono aggiunti. Due bambini sui 10 anni erano stati identificati dalla Polizia. Secondo una prima ricostruzione tutto sarebbe scaturito da un cartone e una fiammata, innescata da un accendino, avallando così la prima ipotesi circolata nelle ore successive al rogo, che aveva tenuto con il fiato sospeso un intero quartiere. Una “bravata”, se così si può definire, sfuggita ampiamente di mano. Il fuoco che a dispetto delle previsioni non resta circoscritto alla carta, ma si leva subito alto: la paura, le lingue rosse che fatalmente si allungano alla folta chioma del cipresso secolare e da lì, poi, in una propagazione per tizzoni, alle altre quattro imponenti conifere. Sicché fuoco e fuliggine in breve avevano trasformato in una torcia quello spigolo del Parco della Rimembranza. A pochi giorni di distanza dal fatto la mamma di uno dei due bambini aveva chiesto appuntamento in municipio e incontrato il sindaco, per «chiedere scusa alla città». Palesando l’intenzione di «assumersi tutte le responsabilità».

Nel frattempo due degli scultori interpellati dall’amministrazione per il recupero dei cippi arborei, dopo verifiche, hanno spiegato che un manufatto potrà essere intagliato solo quando il tronco sarà perfettamente asciutto. «Per tale ragione – conclude Cisint – si potrà operativamente procedere alle sculture soltanto la prossima primavera, con la stabilizzazione della bella stagione»

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