In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

trieste

Trieste che finalmente si inserisce nel novero delle province italiane in cui gli incidenti stradali risultano meno gravi, dove cioè l’indice di mortalità è inferiore a 1 morto ogni 100 incidenti, in un contesto nel quale, nel territorio della ex provincia, il Comune di Duino Aurisina, in quanto attraversato da grandi e veloci direttrici di traffico, continua a registrare un’alta percentuale di incidenti, in relazione al numero dei mezzi circolanti, per quanto in calo rispetto al periodo precedente.

È questo, in estrema sintesi, il quadro delineato dall’Aci, per il 2020, nel raffronto col 2019, sulle strade della ex provincia di Trieste, territorio in cui, nel biennio, è crollato del 66,7 % il numero dei decessi da incidente: erano stati 15 due anni fa, sono stati 5 lo scorso anno. Un dato vicino a quello della provincia di Gorizia, dove il calo è stato del 70 %: 10 morti nel 2019, 3 nel 2020. A livello Italia sono stati registrati 118.298 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 2.395 decessi e 159.248 feriti. Dati che, tradotti in media, parlano rispettivamente di 324 incidenti, 6,5 morti e 436 feriti ogni giorno. Mentre nel nostro Paese, nell’ultimo decennio, il numero dei decessi per incidente stradale è diminuito – in media – del 41,78%, ben 37 province, fra le quali appunto Trieste e Gorizia, e 5 regioni, fra cui il Fvg, che ha visto ridursi del 35% il numero dei morti per incidente sulle proprie strade dal 2019 al 2020, hanno raggiunto l’obiettivo 2020 indicato dall’Unione europea. Ulteriore dato evidenziato dall’analisi dell’Aci, quello, in questo caso preoccupante, che riguarda la cosiddetta “mobilità dolce”, cioè relativa a pedoni, ciclisti, anche quelli che usano i mezzi a pedalata assistita, e l’ultima novità dei monopattini elettrici, sempre più utilizzati nei centri urbani: in almeno la metà delle province italiane il numero di vittime in questo caso non è diminuito.

Entrando nel dettaglio dei singoli Comuni, va detto che in tutti i territori – complice anche la minor circolazione di veicoli nei mesi del lockdown nel 2020 – si è registrato un netto calo sia di incidenti, sia di morti. A Trieste gli incidenti erano stati 843 nel 2019, sono scesi a 673 lo scorso anno, i morti sono calati da 8 a 3; a Muggia incidenti da 14 a 7, nessun morto nel biennio; a Duino Aurisina incidenti in discesa da 37 a 23, morti da 4 a 1; a San Dorligo della Valle incidenti da 14 a 10, morti da 1 a 0; a Sgonico incidenti da 11 a 9, morti da 2 a 1; a Monrupino nessun incidente nel biennio.

Duino Aurisina rimane, nell’ambito della ex provincia, un territorio ad alta pericolosità, per quanto concerne le strade, soprattutto se si considera il rapporto col numero dei mezzi circolanti. Ma di questo non è imputabile nessuno: il fatto oggettivo è che quel territorio, a differenza degli altri comuni della ex provincia, esclusa Trieste che fa storia a sé, è attraversato da un lungo tratto del raccordo autostradale che parte dal Lisert e dalla Costiera, che rientra per buona parte nella giurisdizione dell’amministrazione guidata dal sindaco Daniela Pallotta. Quest’ultima ha recentemente adottato provvedimenti finalizzati a ridurre il rischio di incidenti, a cominciare da quello che vieta il transito dei mezzi pesanti nei centri abitati, per proseguire con i progetti che hanno per obiettivo la costruzione di rotatorie nei punti più difficili, alcuni dei quali già portati a termine, come all’ex incrocio Tre noci a Sistiana, area che, per anni, è stata in testa alle classifiche regionali come teatro di incidenti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori