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Barcolana, uno scrittore racconta tutte le emozioni dell’anomala regata

TRIESTE La bora ci dà il benvenuto poco prima di arrivare sulla linea di partenza. Con rumore da grissino spezzato una raffica stacca di netto dalla testa d’albero l’intero apparecchio della stazione del vento, che in un tuffo sparisce tra i flutti sotto i nostri occhi. In un attimo l’anemometro diventa muto. Per tutta la regata non sapremo mai a che velocità tira il vento, la bora non ci vuol far sapere quando e con quale forza darà le sue spallate.

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