«La morte di Norma vittima del disegno di pulizia etnica»

A Monfalcone l’amministrazione comunale, affiancata dall’assessore regionale Sebastiano Callari, da rappresentanti istituzionali di Ronchi dei Legionari e Fogliano Redipuglia, ha ricordato ieri con una cerimonia ufficiale l’uccisione della giovane laureanda istriana Norma Cossetto, seviziata e infoibata a Villa Surani, nella notte del 5 ottobre assieme ad altre vittime.

Una rosa è stata deposta ai piedi del monumento che nel giardino di via Fratelli Rosselli ricorda l’esodo da Istria e Dalmazia e quanti furono uccisi nelle cavità carsiche.


«Il suo dramma resta quello di una donna travolta da una vicenda atroce e iniqua – ha affermato ieri l’assessore Antonio Garritani a nome dell’amministrazione – e dal disegno di pulizia etnica e politica programmata con metodo dai partigiani titini».

Alle spalle la lunga cancellazione del dramma dell’esodo, come ha sottolineato l’assessore, «bisogna invece saper fare i conti con la Storia e i fatti, che non possono essere occultati, rimangono insegnamento degli orrori che hanno colpito le generazioni che ci hanno preceduto».

«La cancellazione dei fatti della storia rappresenta sempre un oltraggio per una comunità – ha aggiunto Garritani –. Per questo l’impegno a ricordare Norma Cossetto significa avere memoria di fatti che, in altro modo e per altri versi, hanno segnato anche il nostro territorio nelle vicende più dure del Novecento. È questo il significato per Monfalcone di questo momento di ricordo di questa giovane simbolo dell’amore verso l’Italia».

A ricordare la vicenda di Norma Cossetto è stata invece l’assessore ai Servizi cimiteriali Giuliana Garimberti, dando già appuntamento al 10 febbraio del prossimo anno per la celebrazione del Giorno del ricordo dell’esodo e delle uccisioni nelle foibe. —



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