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«Cara, l’inchiesta basata su dati inattendibili». Così crolla l’accusa dei pm

La Procura generale censura gravemente l’operato della Gdf di Tarcento: fu alla base delle indagini che coinvolsero diversi funzionari dello Stato

Conteggi “inattendibili” sono stati alla base dell’indagine prodotta dalla Guardia di Finanza di Tarcento, nell’ambito del processo a carico di 11 imputati, assieme al Consorzio Connecting People (poi diventato Aretè), gestore all’epoca dei Centri per gli immigrati di Gradisca d’Isonzo, Cie e Cara. Il Collegio del Tribunale di Gorizia, presieduto da Cristina Arban, a latere Sergio Antonio Prestianni e Francesca De Mitri, motiva in questi termini la sentenza pronunciata lo scorso 17 giugno: «All’esito di una lunga e complessa istruttoria dibattimentale, connotata da una copiosa produzione documentale, nonché segnata da plurime modifiche della composizione del Collegio giudicante, si ritiene non raggiunto il grado di certezza necessario e sufficiente per poter affermare la responsabilità penale degli imputati, con...

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