“Il Piccolo in BARColanA” con Tyche, la dea greca lunga oltre 40 piedi

L’esperto armatore triestino Francesco Rossetti Cosulich metterà a disposizione la storica imbarcazione di famiglia

TRIESTE «Sono nato a Genova ma a 5 anni sono arrivato nella città di mia madre, questa Trieste dove ho imparato ad andare in barca e dove ho potuto vivere per 40 edizioni questa splendida festa del mare che prende il nome di Barcolana».

Francesco Cosulich Rossetti, già presidente dello Yacht Club Adriaco, è l’armatore che metterà a disposizione Tyche, il 41 piedi di famiglia che ospiterà i tre speciali equipaggi coordinati dal Piccolo.

Francesco Cosulich Rossetti (Lasorte)

Cosulich Rossetti, qual è la genesi di Tyche?

Nella mitologia greca Tyche è il nome della dea della buona sorte: la corrispondente romana è la dea Fortuna. La prima Tyche venne commissionata ad un cantiere triestino da mio nonno materno, Guido Cosulich, e venne varata nel 1963. Nel 1987 la vendemmo per acquistarne un’altra in vetroresina da un cantiere danese. La Tyche III, quella che verrà utilizzata in questi giorni, risale al 2002 ed è diventata la nostra barca di famiglia dal 2006.

"Il Piccolo in BARColAna" per i 140 anni del giornale

Lei vive il mare sia per lavoro che per passione. Cosa significa andare a vela?

Sono in pensione ma continuo a lavorare fornendo materiale per la costruzione di navi. Ed è in effetti il mare è la mia grande passione. La vela è un contatto diretto con la natura fondato su tre elementi: mare, vento e barca. La tecnologia che accompagna l’evoluzione delle imbarcazioni è mirata ad integrarsi sempre al meglio con la natura che ci circonda in cui prevale il silenzio, o al massimo, il suono delle onde.

Cosa rappresenta la Barcolana?

Quest’anno festeggerò la mia 40ª Barcolana. Non la considero una regata nel vero senso della parola, ma è la vera festa del mare. Poi chiaro che emerga anche il lato sportivo: quando si vede la barca dell’amico, quello diventa subito l’avversario, nasce la competizione. Ammetto che comunque vivo la Barcolana sempre con un pizzico di ansia perché se c’è vento bisogna stare attenti: soprattutto alla prima e alla seconda boa. La prudenza non è mai troppa neanche durante una festa.

Il ricordo che lega maggiormente a questo evento?

Per quattro anni, dal 2013 al 2016, sono stato alla presidenza dell’Adriaco. Durante il mio mandato sono stato il primo a portare un bel gruppo di allievi tra gli 11 e i 13 a prendere parte alla Barcolana. È stata per loro una grande esperienza, sia da un punto di vista formativo che prettamente ludico.

Che rapporto ha con il quotidiano Il Piccolo?

Ricordo la famiglia Alessi che era legata alla mia famiglia. Il Piccolo è la testata della nostra città e personalmente lo leggo quotidianamente. Fino a qualche anno fa sfogliavo la versione cartacea, ora lo consulto in versione digitale. È un giornale che accompagna da sempre la mia quotidianità.

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