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Trieste Airport recupera un terzo dei passeggeri: «Normalità fra un anno»

Lo scalo di Ronchi si riprende il 34,5% dei clienti registrati prima della pandemia. È il miglior risultato del Nordest dove soffre di più chi ha molti voli internazionali

TRIESTE C’è una montagna da scalare e Trieste Airport è a un terzo del cammino. Lo scalo regionale, da gennaio a fine agosto, ha recuperato il 34,5% del traffico aereo perso rispetto allo stesso periodo del 2019. È il miglior dato del Nordest. Una premessa che consente all’amministratore delegato dell’aeroporto regionale Marco Consalvo di fissare un traguardo: «Possiamo puntare a risalire ai livelli di prima della pandemia già entro fine 2022».

I numeri sono di Assaeroporti. Agosto, a livello nazionale, si è chiuso con 13.077.351 passeggeri, il 63,9% dei volumi dello stesso mese del 2019. Il risultato è effetto di una decisa ripresa sul nazionale (+6,5 sul pre Covid), ma di una perdurante difficoltà sul segmento internazionale, con i collegamenti Ue a –51,2% e quelli extra Ue a –65, 1%.

Nello specifico del Friuli Venezia Giulia, agosto ha chiuso con 49.348 passeggeri, per un totale da gennaio di 175.734. Il recupero rispetto al 2019 sul solo agosto è del 77,8%, a fronte di una media italiana del 63,9% e di dati più bassi in tutto il Nordest: 73,4% a Treviso, 60,9% a Verona, 43,4% a Venezia. Trieste Airport rimane in testa pure sul periodo gennaio-agosto: 34,5% (media nazionale 31,2%), a fronte del 32,2% di Verona, del 21,8% di Treviso e del 21, 4% di Venezia.

«Scali che hanno più traffico internazionale del nostro stanno faticando di più – commenta Consalvo –. Ma è comunque confortante aver registrato chiari segnali di ripresa sul domestico-turistico estivo e poter ora guardare con un certo ottimismo a un autunno-inverno in cui il trend della pandemia e della campagna vaccinale sembrano poter favorire una ripartenza anche sul business».

Consalvo guarda in particolare al Regno Unito, dove la riduzione delle restrizioni per la panemia può rilanciare ulteriormente i collegamenti Ryanair su Londra, e al Lufthansa su Francoforte: entrambi i voli hanno già un riempimento attorno al 75%.

Sull’altro fronte ci sono però mercati ancora bloccati. A partire da quello russo, essenzialmente per due motivi: le difficoltà sui visti in uscita e il mancato riconoscimento in Europa della vaccinazione anti Covid con lo Sputnik.

Quanto all’interno, archiviata un’estate molto positiva sulle località turistiche del Centro-Sud e delle Isole, anche Trieste Airport assiste alla fase di transizione da Alitalia a Ita, la nuova compagnia di bandiera. Nelle prime due settimane di ottobre si tratterà di “resistere” con un solo volo su Roma, quello delle 6.55. Il pomeridiano, infatti, verrà sospeso in concomitanza con la consegna da Alitalia a Ita di una cinquantina di aeromobili in vista del passaggio di consegne.

Si ripartirà regolarmente con il doppio collegamento dal 15 ottobre, tra l’altro con la novità dell’Airbus 319 da 144 posti in sostituzione dell’Embrer 175 da 88 posti. Quella su Roma (riempita attorno al 90%) è naturalmente una tratta di primaria importanza, che da marzo verrà pure rafforzata con una terza partenza.

Altrettanto utile sarebbe poter riattivare il Milano. Consalvo, anche su questo tema, è ottimista: «Ci sono degli slot bloccati per la necessità di Ita di dimostrare discontinuità rispetto ad Alitalia, ma la domanda c’è, e credo che il discorso si possa riaprire nei prossimi mesi. Soprattutto se il contagio rimarrà sotto controllo e la vaccinazione coprirà gli indecisi».

Guardando infine al 2022, l’ad di Ronchi sottolinea il valore aggiunto delle crociere: «Rappresentano un driver essenziale che ci permette di aprire trattative con le compagnie per allargare la nostra offerta estiva». Il confronto è già avviato, fa sapere infine Consalvo, per nuovi collegamenti con Germania, Inghilterra, Nord Europa e Russia.

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