La goriziana Nunzia Schilirò, vice questore a Roma, sul palco contro il Green Pass: scatta l’azione disciplinare

La poliziotta e scrittrice di romanzi fantasy si difende: “Ero lì come privata cittadina per esercitare i miei diritti”

GORIZIA Verrà sottoposta a procedimento disciplinare la poliziotta goriziana Nunzia Alessandra Schilirò, vicequestore della Polizia di stato a Roma, che sabato pomeriggio ha preso la parola sul palco di piazza San Giovanni, a Roma durante la manifestazione contro il Green pass.

«Sono qui per dissentire con il lasciapassare verde che è assolutamente incompatibile con la nostra Costituzione. Nessun diritto può essere subordinato a un certificato verde» ha detto Schilirò in un passaggio del intervento, in cui ha premesso di essere sul palco come «libera cittadina».

«È bello apprendere dai giornali, anziché dalla propria amministrazione, di essere già sotto procedimento disciplinare. Sono molto serena». Questo lo sfogo della  Schilirò in un post su Facebook: «Ieri - scrive - mi è capitata l'occasione di esercitare i miei diritti previsti dalla Costituzione e l'ho fatto. Il mestiere che svolgo è pubblico. Ho ricevuto quattro premi dalla società civile per i miei risultati professionali». «Ieri - aggiunge - ero solo una libera cittadina che esercita i propri diritti. Se l'amministrazione non gradisce la mia fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano, mi dispiace, andrò avanti lo stesso». Quindi conclude: «Andrò avanti sempre, con o senza divisa, per amore del mio Paese». 

Nunzia Alessandra Schilirò, Nandra per gli amici, oltre a essere poliziotta è anche una scrittrice: il suo ultimo libro, “La ragazza con la rotella in più”, è un racconto fantasy in cui Trieste è la porta d’accesso agli universi paralleli creati dalla goriziana. La storia racconta di persone arrabbiate con il mondo, di persone emarginate e di persone a loro modo sole; ma anche di persone che non si sono arrese e che hanno superato tutto, anche quando ogni cosa sembrava persa.

Racconta la libertà di essere sé stessi, diventando chi si è sempre stati, pur essendosene dimenticati. Il fatto stesso che inizialmente il libro fosse uscito con uno pseudonimo (Giorgyl Sungrif) serviva a ribadire che nessuno è chi sembra.

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