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Belgrado, dietrofront di Vučić: stop alla sorveglianza totale

Ritirata la norma che prevedeva migliaia di telecamere in strada 

BELGRADO. Contrordine, niente più sorveglianza totale della popolazione attraverso telecamere invasive “made in China”, come denunciavano politici d’opposizione, esperti e autorevoli Ong. Ma le polemiche non scemano, dopo la retromarcia delle autorità.

Retromarcia osservata in Serbia, dove il ministro della Polizia Aleksandar Vulin ha a sorpresa annunciato il ritiro della controversa bozza della cosiddetta “legge sugli Interni”, che conteneva norme che – secondo i critici – avrebbero sdoganato nel Paese balcanico la possibilità di monitorare tutti i cittadini negli spazi pubblici attraverso l’uso di sofisticate telecamere biometriche.


Un’angosciante prospettiva da moderno “Grande Fratello”, avevano contestato i nemici della legge, mentre esperti dell’influente Belgrade Center for Security Policy avevano evocato il modello cinese di vigilanza...

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