Casa delle start up: in arrivo 4 milioni per il decollo all’inizio del 2022

La vetrina cittadina della scienza ospiterà la sesta edizione di “Eurobiohightech”, che presenterà le novità anti-Covid

TRIESTE. Ci sono due bandi pubblici, armati con le risorse comunitarie PorFesr, che entro la fine dell’anno mobiliteranno quattro milioni per garantire il decollo dell’Urban Center, la “vetrina” cittadina di biotecnologia, di biomedicina, di bioinformatica aperta dallo scorso marzo in corso Cavour.

Con questa dotazione finanziaria, in parte destinata alle microaziende desiderose di insediarsi nella nuova struttura, Diego Bravar, che con la sua Biovalley è uno dei gestori di questo “incubatore”, ritiene che Urban Center possa spiccare il volo in termini effettivamente operativi all’inizio del prossimo anno, ospitando oltre venti realtà.


C’è già il Bic (anch’esso guidato da Bravar), c’è il Coselag (ex Ezit) intenzionato a mettere a disposizione spazi nella sede di via Caboto, ma Bravar non teme l’eccesso di offerta “incubatoria” per le giovani start up che cercano di coniugare conoscenza e impresa. «A Trieste abbiamo 10 mila ricercatori - sostiene - dai quali dobbiamo tirare fuori mille creatori di aziende, in grado a loro volta di fabbricare tremila posti di lavoro».

Quindi, dal suo punto di vista, ogni iniziativa, che supporti questo sforzo , è benvenuta.

«Una start up riuscita è quella che dopo cinque anni fattura 10 milioni di euro», rifinisce Franco Scolari, direttore del Polo tecnologico alto Adriatico, partner di Bravar nella gestione di Urban Center. Sia Bravar che Scolari hanno ragionato sui risultati economici conseguiti, ritenendoli incoraggianti, valutabili tra il 10 e il 15% dell’investimento.

Tra lo sviluppo e lo “spegnimento” della start up possono darsi ipotesi intermedie - hanno aggiunto - come quelle verificate in Wärtsilä, in Fincantieri, in Leonardo (ex Finmeccanica), grandi gruppi nell’ambito dei quali alcune micro-aziende sviluppano progetti specifici, senza però essere assorbite.

Per lanciare e far conoscere la funzione del rosso edificio in corso Cavour, la sesta edizione di “Eurobiohightech 2021”, si svolgerà lunedì 27 e martedì 28 proprio in questo stabile risalente al 1954, coevo al ritorno di Trieste all’Italia. Le precedenti puntate vennero ospitate dalla Regione, dalla Stazione marittima, dalla Centrale idrodinamica in Porto vecchio.

Si tratta così del primo evento di caratura internazionale che ha Urban Center come scenario. E’ attesa - ha detto Bravar - una trentina di imprese operanti nel Friuli Venezia Giulia e nell’area Alpe Adria (Carinzia, Stiria, Slovenia, Nordest italiano) e le attività si ripartiranno tra quelle “in presenza” (la convegnistica) e quelle “virtuali” (le esposizioni). Bravar preannuncia interessanti novità sul versante anti-Covid, dal punto di vista della diagnosi, della cura, della riabilitazione.

Di questi argomenti si è parlato ieri mattina proprio in Urban Center, per presentare la manifestazione.

Erano presenti Sonia Lussi per Confindustria, a evidenziare il collegamento tra imprese esistenti e nuove, e Patrizia Andolfatto, direttore di Aries, la società della Camera di commercio che punta a mettere in contatto le start up nostrane con quelle dell’area centro-europea.


 

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