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Belgrado, telecamere made in Cina. L’accusa: vita dei serbi controllata

In arrivo secondo Share Foundation una legge sulla sorveglianza totale 

BELGRADO. Tutti controllati, senza distinzioni, dai tentacoli occhiuti di un “Grande Fratello” alimentato da tecnologia cinese, con il via libera legislativo delle autorità nazionali. È l’inquietante scenario verso cui muoverebbe la Serbia, Paese balcanico in corsa per l’adesione alla Ue, ma al tempo stesso fedele alleato di Mosca e di Pechino.

Serbia – la denuncia arriva dall’autorevole Share Foundation – dove sarebbe imminente l’introduzione di una legge per la «sorveglianza totale» dei cittadini «negli spazi pubblici», ha denunciato la fondazione, da anni in prima fila sul fronte dei diritti nell’era digitale.

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