«Monfalcone non fa nulla per le barriere antirumore»

«Il tempo passa, ma le barriere antirumore lungo alcune tratte ferroviarie della nostra regione, a tutela dei residenti dei centri abitati attraversati dai binari, ancora non si vedono: i cittadini che subiscono disagi per il rumore dei treni non sono di serie B, pertanto va superata l’inerzia nella realizzazione di queste opere, tutt’altro che accessorie».

Lo afferma il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Giuseppe Nicoli, che ha presentato «la terza interrogazione sul tema rivolta all’assessore Pizzimenti. Ricordo che l’installazione di barriere antirumore era già prevista da un decreto ministeriale del 29 novembre del 2000.


«Intanto, continuano a giungermi segnalazioni di disagi, in particolare da Monfalcone, dove l’amministrazione comunale non sembra far nulla per sollecitare questi interventi. Ho deciso di rivolgermi ancora una volta alla giunta regionale per capire se ci siano novità».

«La Regione – ricorda Nicoli - può stabilire, d'intesa con i Comuni interessati, un ordine di priorità degli interventi che prescinda dall'indice di priorità come definito dal decreto ministeriale del 2000. La mia prima interrogazione sul tema risale a oltre due anni fa, quando la giunta rese noto che la Regione aveva chiesto al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che venisse attuata una necessaria sinergia tra i programmi di riduzione e abbattimento del rumore e gli interventi previsti sulle principali direttrici ferroviarie che interessano il Fvg, in particolare il potenziamento della linea Trieste-Venezia, per la realizzazione delle quali era stato chiesto di velocizzare le tempistiche previste. La giunta riferì, inoltre, di un confronto tra le direzioni Infrastrutture e Ambiente della Regione per valutare con Rfi gli interventi antirumore da porre in essere».

«A inizio 2020, in risposta alla seconda interrogazione – continua Nicoli -, l’assessore Pizzimenti disse che il percorso annunciato non era giunto a concretizzazione, essendo invece previsto a breve, in quel periodo, un incontro tecnico con Rfi, al fine di fare il punto della situazione e individuare un percorso che consentisse di attivare gli interventi, confermando l’impegno della giunta sulla questione. Poi non se ne è saputo più niente». —

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