Contenuto riservato agli abbonati

Il padre ha cercato la fuga disperata. Sherif l’ha rincorso per tutta la casa

Il venticinquenne Sherif Wahdan ripreso nei corridoi del Tribunale poco prima dell’interrogatorio dal gip. Foto Andrea Lasorte

Durante l’assalto il figlio inneggiava a Dio: sostiene di avere potere di vita e di morte sugli altri

Ha inneggiato a Dio, ad Allah, dicendo che lui «ha il potere di vita e morte sugli altri». Sherif Wahdan, il venticinquenne di origini egiziane che ha assassinato il padre nell’alloggio di via Stuparich 14 con trentatré coltellate, è stato interrogato anche sabato.

Al gip Manila Salvà, nell’udienza di convalida dell’arresto, ha ripetuto le stesse cose dette al pm Federica Riolino poche ore dopo il delitto: ha ammesso l’omicidio e ha parlato del padre ucciso, il cinquantacinquenne Ashraf Wahdan, come «di quell’uomo» da cui si sentiva «minacciato...

Questo articolo è riservato a chi ha un abbonamento

Tutti i contenuti del sito

1€ al mese per 3 mesi poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Noi Il Piccolo la comunità dei lettori

Video del giorno

Il coraggio della madre elefantessa: per difendere il cucciolo calpesta a morte un coccodrillo

Torta di grano saraceno con mirtilli e mele

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi