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Un assessorato al Mare nella futura giunta di Trieste? L’idea piace, ma non al M5s

Il candidato sindaco del centrosinistra Russo: «Raccordo fra città e porto». Anche At e Futura favorevoli. Dipiazza rinvia al post urne e Richetti dice no

TRIESTE Un nuovo assessorato comunale al Mare. L’idea circola da mesi e da più parti. Ma i principali candidati a sindaco non hanno una posizione unanime a riguardo. L’uscente Roberto Dipiazza rimanda a dopo le urne l’ipotesi, che è invece un punto chiave per i suoi sfidanti rispettivamente del centrosinistra, di Adesso Trieste e di Futura: per ora la boccia solo Alessandra Richetti del M5s.

Per quanto riguarda il centrodestra, la proposta di creare un assessorato alle Politiche del mare era uscita da Fratelli d’Italia a gennaio, in occasione della conferma del sostegno alla ricandidatura di Dipiazza. Nella visione di Fdi, tale assessorato seguirebbe la vocazione marittima della città: portualità, nautica, valorizzazione del fronte mare, educazione ambientale, lavoro, sport. Ne coordinerebbe gli attori, recependo le istanze del territorio, creando sinergie, come una sorta di permanente conferenza dei servizi. Per Dipiazza – che non cita questo nuovo assessorato nel suo programma ma tocca in più punti mare, turismo, portualità e temi affini – nella prossima giunta prioritaria sarà la «semplificazione. Le deleghe vanno riviste concentrando più competenze su un solo assessorato, affinché la macchina comunale funzioni con la massima efficienza: sto lavorando per questo. Esempio? Chi ha lo sport deve seguire anche lo stadio, chi ha i giardini pure i topi. Il mare si vedrà dopo le elezioni: Trieste vive già sul mare, aggiungere una delega non cambierebbe moltissimo».

Istituire una «delega specifica all’economia del mare» è invece un esplicito apporto del “think tank” Trieste2030 al programma del centrosinistra, che candida a sindaco Francesco Russo. «Manca un raccordo tra città e porto, in una città che è il suo porto. Il Comune deve affidare a un amministratore autorevole, in modo permanente, le questioni di competenza comunale collegate all’economia del mare», specifica Russo: «Si pensi a interlocuzione costante con le categorie dell’economia marittima, elaborazione di strumenti urbanistici concernenti porto e area retroportuale, partecipazione al Comitato di gestione dell’Authority portuale nonché alle sue missioni estere. A importanti fiere come Transport Logistic China, le grandi città portuali vedono fianco a fianco i rappresentanti delle loro autorità portuali e municipali: e il Comune di Trieste? Una simile delega sarebbe inoltre un incubatore di idee, da iniettare lungo tutta la filiera. Sarebbe infine un’occasione di formazione e crescita per il personale amministrativo comunale».

Per Adesso Trieste, non parla il candidato sindaco Riccardo Laterza ma la capolista al Consiglio comunale Giulia Massolino: lavora come comunicatrice scientifica all’Istituto di oceanografia (Ogs), dopo la laurea in Ingegneria e il master in Crescita blu sostenibile. «Per noi non vale l’obiezione di chi dice “il mare non è competenza comunale”. Il Comune può agire trasversalmente. Serve una forte delega all’Economia blu, dentro un assessorato alla Transizione ecologica che segua pure rifiuti, mobilità, energia e verde: temi che in futuro andranno affrontati in ottica sistemica», afferma Massolino: «Il Comune può ad esempio sedersi al tavolo con i portatori d’interesse o indirizzare l’economia, promuovendo pescaturismo e pesca sostenibile in sinergia coi ristoranti, disincentivando la plastica monouso nei locali affacciati sul fronte mare, creando un pacchetto di vacanze attive per chi vuole fare surf».

Già a inizio anno, la proposta assessorile era stata lanciata in conferenza stampa pure da Futura, che dedica inoltre una pagina e mezza di programma all’economia del mare. «Serve una delega o un assessorato all’Economia del mare e del Carso», ribadisce il candidato sindaco Franco Bandelli: «Va valorizzato il sistema che ruota attorno all’essere una città di mare, dalla pesca alle attività sportive, ludiche e commerciali passando per il porto, che per fortuna ha Zeno D’Agostino. Il Comune può influire sulle scelte strategiche, collegare macchina comunale e attività portuale, prendere le istanze dell’economia e portarle ai livelli più alti: si pensi al settore crocieristico. Per noi inoltre il modo più giusto per presentare un “progetto Trieste” è il binomio mare-Carso, il quale a sua volta ha esigenze simili».

La candidata pentastellata Richetti invece non ci crede: «Un assessorato al mare che problema risolverebbe nello specifico? Le attività costiere sono quasi tutte demaniali, fuori dalle competenze comunali. Su turismo o commercio l’assessorato c’è già. Se invece si parla di ambiente, sarebbe più indicato un assessorato alla Transizione ecologica».

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