Contenuto riservato agli abbonati

Slovenia, bar e uffici off-limits senza vaccino o test negativo: ecco le nuove misure entrate in vigore

Il premier sloveno Janez Janša mentre indossa la mascherina

Nulla potrà essere fatto nel Paese senza soddisfare le tre condizioni contenute nell’acronimo Pct

LUBIANA Con un indice di contagio che lo scorso fine settimana ha sfiorato il 20%, la Slovenia che rischia di finire nelle arre definite come “rosso scuro” nelle valutazione europee sulla pandemia corre ai ripari. Ma il governo, come aveva preannunciato peraltro il premier Janez Janša nel corso della sua recente visita a Idria, non ha deciso alcuna chiusura di attività o restrizione di movimento sul territorio. Ha però deciso che a partire da mercoledì 15 settembre praticamente nulla potrà essere fatto nel Paese senza soddisfare le tre condizioni contenute nell’acronimo Pct ossia essere vaccinati, oppure guariti dal Covid, o avere un tampone negativo.

Che cosa significa tutto ciò in termini pratici? Da mercoledì, salvo rare eccezioni, la condizione Pct si applica praticamente ovunque e per tutti, anche per una visita dal medico - tranne in caso di emergenza sanitaria o se si accompagnano bambini sotto i 15 anni di età.

La condizione Pct dovrà essere soddisfatta anche per una visita in banca, distributore di benzina o ufficio postale, nonché un negozio di alimentari o farmacia, se è all'interno di un centro commerciale, sarà necessario per i mezzi pubblici (ad eccezione degli alunni e studenti), siti religiosi e così via.

L'eccezione è la fornitura di beni di prima necessità e necessità. «Quindi se vai in un negozio che vende principalmente cibo e bevande, non hai bisogno della condizione Pct - ha precisato ieri il sottosegretario alla Sanità Simon Zajc - se vai però in un negozio del genere all'interno di un centro commerciale, hai bisogno della condizione Pct».

I negozi, i centri commerciali, gli esercizi di ristorazione, le strutture ricettive, tutte le organizzazioni in cui si svolgono i processi lavorativi, devono pubblicare in luogo visibile un avviso dell'obbligo di soddisfare la condizione Pct all'ingresso nei locali. Devono anche verificare questa condizione ai punti di ingresso. Se il consumatore non soddisfa questa condizione, non può utilizzare un determinato servizio e il costo dei test, secondo il segretario Zajc, è a carico di ciascun individuo.

Sui posti di lavoro, invece, è a carico del datore di lavoro. Chi sarà la colpa se un ospite non ha un Pct? L’avventore o il ristoratore? Il ristoratore non è autorizzato a servire chi non ha una condizione Pct, e da questo punto di vista è anche responsabile di questo», ha risposto secco Zajc.

Video del giorno

Trieste, al Magazzino 26 prende forma il museo dedicato all'Esodo

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi