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L’intervista al pediatra Tommasini: «I giovani risentiranno a lungo degli effetti del lockdown»

Il pediatra del Burlo Alberto Tommasini

Il parere del ricercatore all’istituto materno infantile Burlo Garofolo 

TRIESTE Sui ragazzi che all’inizio della pandemia di Covid «si trovavano nella fase critica dell’inizio dell’adolescenza» gli effetti collaterali dei lockdown «si potranno rilevare a lungo»: ne è convinto il pediatra e ricercatore del Burlo Garofolo, Alberto Tommasini, che il 14 settembre ha dialogato con il direttore del Piccolo, Omar Monestier, sul palco allestito nell’ex pescheria per il festival di Salute del gruppo Gedi. «Per questo», ha spiegato, «il nostro impegno è di continuare a vigilare per garantire l’aiuto necessario a loro e alle loro famiglie. Abbiamo visto infatti con le riaperture di quest’estate che molti ragazzi hanno difficoltà a gestire i rapporti con gli altri, da qui l’aumento degli episodi di violenza o abuso di alcol».

Festival di Salute. Gli effetti della pandemia su bambini e adolescenti, colloquio con Alberto Tommasini

D’altra parte, ha aggiunto Tommasini, fin da subito «avevamo descritto, anche su riviste cliniche, gli effetti devastanti che l’isolamento avrebbe provocato nei soggetti che si stavano affacciando al mondo esterno, che sono stati colpiti proprio nella fase in cui si ha un bisogno esistenziale di socialità, di uscire per ridefinirsi in base all’apprezzamento dei pari che ci stanno a cuore. Non a caso abbiamo riscontrato un aumento dei disturbi ansiosi e depressivi, oltre alla difficoltà del sentirsi i possibili responsabili della diffusione del contagio tra i più anziani. Credo che ai ragazzi si sia parlato troppo poco, anche da parte delle istituzioni, e che non li si è ringraziati abbastanza perché loro correvano rischio molto minore degli adulti». Per questo, ha detto il pediatra, «consigliamo ai genitori dei ragazzi in età da vaccino di immunizzarli, per far sì che questa fase non si presenti di nuovo: nuove limitazioni nei loro confronti non sarebbero giustificate».

Quanto ai vaccini agli under 12, invece, per Tommasini «avremmo potuto insistere nel momento in cui fossimo stati sicuri di raggiungere l’immunità di gregge. Visto che non lo siamo, e che anzi non tutti i soggetti a rischio sono ancora vaccinati, forse dovremmo concentrarci sulle terze dosi per i più fragili, piuttosto che sull’immunizzazione dei bambini». d.l.

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