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Trieste, alimenti scaduti in vendita al Conad di via Vergerio: due indagati

Inchiesta della Procura a carico dei due gestori. Un bambino si è sentito male dopo aver ingerito latte in polvere. Altri prodotti in cattivo stato di conservazione

TRIESE. Alimenti scaduti messi in vendita al Conad di via Vergerio. E ripetutamente. La Procura di Trieste ha aperto un fascicolo a carico dei due gestori: la triestina Sara Ban Grdina, 49 anni, ed Emilio Cutrara, 56 anni originario di Palermo ma residente a Trieste. Entrambi sono i legali rappresentanti della socità “Supermercati Esse snc”. Sono indagati.

L’inchiesta, diretta dal pubblico ministero Federico Frezza, è scattata in seguito a un caso specifico: un bimbo di appena 5 mesi che aveva rimesso più volte e di getto dopo aver ingerito del latte in polvere “Mellin”.

Stando alle ricostruzioni investigative della Procura, i genitori avevano acquistato il latte alla Conad City di via Vergerio il 26 aprile. E solo in un momento successivo, dopo che il figlio si era sentito male, si erano insospettiti. E così, verificando con attenzione le indicazioni riportate sulla confezione, si erano accorti della data di scadenza: 27 febbraio. Possibile quindi che il bimbo si fosse sentito male proprio dopo aver bevuto quel latte in polvere. In questa fase del procedimento sono solo ipotesi, naturalmente, ma i gestori del supermercato sono ora chiamati a rispondere di concorso in lesioni personali colpose.

Dopo l’episodio di aprile le forze dell’ordine – su sollecitazione del pubblico ministero titolare dell’indagine – sono ritornate all’interno del supermercato di via Vergerio per controllare gli alimenti riposti negli scaffali. E, come emerge dall’indagine, hanno riscontrato ulteriori illeciti: altri alimenti in cattivo stato di conservazione.

Nel sopralluogo del 7 giugno sono stati rintracciati vari prodotti scaduti, ma destinati comunque alla vendita ai clienti: 2 confezioni di “sfoglia rotonda Buitoni”, 12 di “Buitoni Frolla”, 2 di “Megic Pizza”, 2 di tomini marca “Sapori e dintorni Conad”, 2 di “sfogliata kamut” marca “Verso natura Conad” e 5 di panini da 8 pezzi ciascuno marca “Roberto”.

Così pure il mese dopo, il 7 luglio: 2 confezioni di panna senza lattosio da 250 ml “Granai Accadi alta digeribilità” riportavano la dicitura «da consumarsi entro il 29 giugno 2021».

Avevano ormai superato la data di scadenza anche 1 confezione di crescenza Conad da 320 grammi, 1 di pasta brisee marca Conad, 2 di squacquerone “Sapori & dintorni Conad” da 280 grammi. E, ancora, 5 di latte parzialmente scremato “Conad Bio” da 1 litro scaduto il 28 maggio e ulteriori 6 confezioni di latte parzialmente scremato “Conad Bio” da 1 litro con la dicitura «da consumarsi entro il 2 luglio 2021». Infine a 2 pacchi di ciambelline Conad da otto pezzi, 2 confezioni di plumcake farro “Conad Bio” da 6 pezzi e 1 bottiglia di “Mionetto Spritz” da 750 ml scaduto a maggio.

L’inchiesta del pubblico ministero Frezza, che si avvale della querela dei genitori del bambino che si era sentito male, del referto e dei verbali delle perquisizioni messe a segno dalle forze dell’ordine all’interno del supermercato di via Vergerio, è ormai conclusa.

«Abbiamo indubbiamente commesso un errore – spiega Sara Ban Grdina – un errore non da poco. Ma abbiamo messo subito in atto un sistema di controllo, in modo che non accadano più fatti del genere».

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