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Le nuove scoperte sul Covid-19 grazie al gioco di squadra

Alessandro Marcello è a capo dei laboratori dell’Icgeb

Il sequenziamento del virus, l’indagine sui danni provocati ai polmoni, la ricerca di nuovi farmaci i risultati più eclatanti

Dal sequenziamento del virus per l’identificazione dei ceppi circolanti alle ricerche sull’aerosol virale e sulle tecnologie per la sanificazione dell’aria, dalle scoperte dei danni ai polmoni provocati dal SARS-CoV-2 alla ricerca dei farmaci per evitarli. E poi la caratterizzazione di alcune mutazioni del virus, gli studi computazionali per prevedere gli effetti delle varianti sull’organismo umano, i nuovi strumenti di diagnosi basati sull’analisi degli elettrocardiogrammi tramite intelligenza artificiale. Sono numerosi e spaziano nei campi più diversi i contributi scientifici che il sistema Trieste ha fornito alla lotta contro il Covid dallo scoppio della pandemia a oggi. E’ la forza di un sistema che riunisce in un territorio circoscritto enti scientifici, università e ospedali, aziende biotech e un parco scientifico, Area Science Park, dotato di infrastrutture d’avanguardia come il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica, il Data Center Orfeo, l’anello di luce di Elettra Sincrotrone e il laser a elettroni liberi Fermi.

Il ruolo del sistema Trieste a livello regionale è evidente già da alcuni dati: in un comune da 200mila abitanti i ricercatori sono 5375, un numero che, paragonato al totale dei ricercatori in Fvg, 6960, dà perfettamente l’idea del peso specifico della scienza triestina a livello regionale. Lungo e variegato, come il pubblico ha potuto scoprire anche durante Esof2020, è pure l’elenco degli enti scientifici e accademici presenti sul territorio: l’Università di Trieste, la Scuola internazionale superiore di studi avanzati - Sissa, Area Science Park che al suo interno, oltre a una miriadi di aziende e start-up, ospita quattro istituti del Consiglio nazionale delle ricerche, il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie - Icgeb, Elettra Sincrotrone. A questa struttura si aggiungono due ospedali che si occupano anche di ricerca: quello universitario composto dai poli di Cattinara e del Maggiore e il materno infantile Burlo Garofolo, che è un Irccss, ovvero un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. E ancora il Centro internazionale di fisica teorica - Ictp, l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale, l‘Osservatorio astronomico dell’Istituto nazionale di astrofisica, la sezione di Trieste dell’Istituto nazionale di fisica nucleare - Infn e, con il suo importante ruolo divulgativo, l’Immaginario scientifico. A Trieste la scienza si fa in tutte le salse e le collaborazioni “di sistema”, oltre a quelle di carattere internazionale, sono sempre più frequenti in questo periodo d’emergenza sanitaria. g.b.

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