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La presidente Petrillo: «Le risorse ora ci sono, basta sfruttarle bene»

petrillo

«Penso che gli 11,7 miliardi di euro del Pnrr destinati al capitolo “dalla ricerca all’impresa” rappresentino un investimento unico come entità. Sta a noi non disperderlo, sprecando un’occasione importante per il rilancio del Paese».

Per la presidente di Area Science Park, la fisica Caterina Petrillo, il punto non è tanto se le risorse del Pnrr siano sufficienti, ma come verranno impiegate. «Se saremo capaci di fare massa critica ed evitare frammentazioni avremo moltiplicato queste risorse e lavorato per una sostenibilità oltre il periodo di finanziamento», spiega. Campana d’origine e perugina d’adozione, Petrillo è la seconda presidente donna di Area Science Park, nominata dalla ministra Cristina Messa. Partecipa insieme ad altre scienziate alla tavola rotonda al femminile sul “ruolo della ricerca nel contesto pandemico” nell’ambito del Festival della Salute.

Professoressa, qual è stato il contributo di Area Science Park alla ricerca per la lotta contro il Covid-19?

Nei laboratori di Area è installata strumentazione all’avanguardia per il sequenziamento del Dna che abbiamo messo a disposizione, lavorando con l’Asugi. Il nostro laboratorio è tra le strutture regionali di riferimento dell’Istituto Superiore di Sanità per i dati sul virus e le sue varianti. Per facilitare gli studi sul tema abbiamo attivato, per ricercatori e imprese, procedure di accesso veloce alla piattaforma di genomica. E anche le aziende e i centri di ricerca del nostro parco hanno contribuito alla lotta contro il virus.

I nuovi strumenti acquisiti in quali altri ambiti potranno venire impiegati?

Abbiamo già attive collaborazioni con numerose istituzioni di ricerca in settori come la genetica umana, l’oncologia, le scienze agroalimentari, ambientali e animali. Importante è la nostra capacità non solo di sequenziare, ma anche di analizzare i dati applicando i metodi della bioinformatica, e di renderli accessibili ai ricercatori. Così otteniamo un’accelerazione dei risultati e un incremento dell’impatto della ricerca grazie alla condivisione dei dati.

E’ vero che sul trasferimento tecnologico, tema cardine del suo mandato, il nostro paese soffre di problemi strutturali e organizzativi?

Nel nostro paese sono inadeguate e insufficienti le azioni di venture capital. Andrebbero intraprese azioni per rendere attrattivo l’investimento privato in ricerca, quali ad esempio il credito d’imposta per le imprese che investano in innovazione e ricerca. Ma per la trasformazione di un’idea in un prodotto per il mercato è indispensabile anche lavorare sulla formazione dei giovani e sulla costruzione di competenze.

Lei è un fisico della materia, seconda presidente donna di Area. Gli aspetti di genere hanno influito nel suo

percorso?

Se guardo ai traguardi raggiunti non lo posso affermare. Ma credo che per raggiungere questi obiettivi il mio impegno sia stato superiore a quello richiesto a un uomo nel mio settore. Ci sono barriere, di cui spesso siamo inconsapevoli, che limitano il percorso professionale di una donna. Perciò credo che interventi sistemici e strutturali da parte dello Stato possano facilitare l’inserimento nel lavoro.

C’è qualche aspetto del suo lavoro in cui vorrebbe distinguersi rispetto ai colleghi maschi? Esiste secondo lei un’impronta femminile?

Penso già di lavorare in modo molto diverso rispetto ai colleghi maschi. Credo che l’ “impronta femminile” possa forse essere identificata nella modalità con cui le donne si relazionano nel contesto lavorativo, nella maggiore disponibilità e capacità di lavorare in gruppo, nella maggiore attenzione al benessere collettivo e nella più marcata attitudine a risolvere problemi. Non voglio dire banalità, ma sono contenta di essere nata donna.

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