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Gorizia, il cantiere è in ritardo e la scuola elementare slitta le lezioni a lunedì

La consegna dei lavori alla Župančič erano attesi venerdì scorso in modo da poter effettuare le pulizie. A casa 100 studenti

GORIZIA. Quella di ieri è stata la prima mattinata di scuola per gli studenti dell’istituto comprensivo con lingua d’insegnamento slovena di Gorizia. Non per tutti, però, perché loro malgrado gli oltre cento iscritti delle sei classi della scuola elementare Oton Župančič di via del Brolo dovranno aspettare una settimana in più, e cominceranno lunedì. Non si sono conclusi in tempo i lavori di adeguamento ed efficientamento energetico dell’edificio – parliamo di un intervento da circa 600 mila euro, che ha previsto per esempio l’isolamento termico della struttura, la sostituzione dei serramenti, l’installazione di pompe di calore e la sostituzione dei punti luce con le moderne tecnologie a led – che erano iniziati nel corso dell’estate. Da programmi la ditta avrebbe dovuto chiudere l’intervento venerdì, in modo di dare tempo alla scuola di ultimare le pulizie e riorganizzare gli spazi in vista della prima campanella, ma così non è stato, forse anche per un difetto di comunicazione, e così il Comune non ha potuto riconsegnare in tempo l’edificio. Di qui riunioni d’urgenza, confronto del Consiglio d’istituto e la decisione di rinviare di una settimana, che sarà recuperata prima della fine dell’anno scolastico.

«C’è stato un malinteso che ha causato un piccolo slittamento della consegna dei lavori – spiega l’assessore comunale al Welfare Silvana Romano –. Abbiamo dovuto chiedere alla scuola un paio di giorni in più, e l’istituto ha valutato l’opportunità di spostare il primo giorno di una settimana». «È stata una decisione davvero molto sofferta, arrivata dopo aver valutato tutte le opzioni possibili – dice il dirigente dell’istituto comprensivo Daniele Clodig –. I tempi previsti per i lavori non sono stati rispettati dalla ditta e non c’era altra soluzione da adottare. Il Consiglio d’istituto ha preso atto della situazione, che per cause di forza maggiore non si poteva partire né il 14 né il 16 settembre, e a scanso di equivoci abbiamo fissato la nuova data al 20 settembre».

Sono indispensabili infatti alcuni giorni per effettuare le igienizzazioni di dettaglio e predisporre tutti gli spazi per le attività didattiche. Il vero problema è stato però la tempistica. Solo lunedì, appena arrivata alla scuola la notizia dell’imprevisto, è stato possibile informare le famiglie del cambiamento, con gli evidenti disagi che questo ha comportato a genitori che si erano già organizzati e che, dovendo lavorare, facevano conto sul fatto che i loro bambini sarebbero stati in aula da ieri mattina. In tal senso a tendere loro una mano è stato il Dijaski Dom di Gorizia, che conta 35 iscritti al suo doposcuola tra gli studenti della Oton Župančič. «Appena abbiamo saputo cosa stava accadendo ci siamo organizzati e abbiamo contattato i genitori dei bambini che seguiamo, dando la disponibilità a ospitarli per questa settimana anche nelle ore mattutine – fa sapere la direttrice Kristina Knez –. Siamo consapevoli delle difficoltà che le famiglie devono affrontare, con i genitori lavoratori che soprattutto in questo anno e mezzo di pandemia hanno dovuto farsi carico di situazioni complicatissime».

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