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Collesi: «La Niclasamide è in grado di bloccare il Covid»

Chiara Collesi è docente di biologia molecolare nel Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Trieste

Ricercatori dell’Università di Trieste, del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) di Trieste e del King’s College di Londra, sotto la guida di Mauro Giacca, fino al 2019 Direttore Generale del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie (Icgeb), hanno ottenuto risultati importanti nella lotta contro il Covid-19, con pubblicazioni sulle riviste scientifiche prestigiose a livello mondiale. In particolare, gli studiosi hanno scoperto che la Niclosamide, un farmaco usato da più di 50 anni per le infezioni intestinali, è in grado di bloccare gli effetti di fusione cellulare causata dalla proteina Spike di Sars-CoV-2. In questo gruppo svolge la sua attività di ricerca anche Chiara Collesi, docente di biologia molecolare nel Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute dell’Università di Trieste, che racconta: «È in corso un importante trial clinico in India e i primi risultati su pazienti Covid sono assai promettenti non solo - prosegue - perché la Niclosamide è in grado di bloccare completamente l’infezione del virus, ma anche perché, strategicamente, si tratta di un farmaco a bassissimo costo che potrebbe essere distribuito ampiamente nei paesi meno sviluppati o che non hanno la fortuna di avere facile accesso ai vaccini”. Inoltre, conclude Collesi: «La Niclosamide, oltre ad impedire la formazione dei sincizi indotti dalla proteina Spike, è in grado di bloccare l’aggregazione piastrinica disseminata, che è una delle prime cause di decesso dei pazienti Covid».

La scienziatao dopo quattro anni di ricerca negli Stati Uniti e successivamente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, approda nel 2005 al gruppo di Mauro Giacca e al nostro ateneo. «Con l’arrivo della pandemia abbiamo rifocalizzato tutte le nostre attività di ricerca: il nostro gruppo si occupa principalmente di rigenerazione cardiaca. Dopo la pandemia, sia nei laboratori di Londra che di Trieste, abbiamo sospeso il nostro filone di ricerca principale per occuparci di Covid». A Trieste, la professoressa Collesi ha avuto la possibilità di collaborare con l'anatomia patologica dell'Ospedale di Cattinara. Racconta: «Grazie alla preziosa collaborazione con la professoressa Rossana Bussani, docente di anatomia patologica dell’Università di Trieste, abbiamo avuto accesso ai reperti autoptici dei pazienti Covid deceduti nel capoluogo giuliano. Su questo materiale abbiamo quindi potuto osservare gli effetti della malattia provocata dall’infezione di Sars-CoV-2: la sostituzione del tessuto respiratorio del polmone con una matrice fibrosa, massicciamente infiltrata da cellule infiammatorie e da estesi coaguli, oltre che cellule polmonari polinucleate, chiamate sincizi, del tutto simili a quelle che i miei colleghi a Londra osservano in vitro dopo poche ore dall’espressione della proteina Spike».

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