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Bollette: in arrivo i rincari del 40%

Da cosa dipendono gli aumenti in arrivo per famiglie e imprese

Quanto siete disposti a pagare per un mondo meno inquinato? Il conto inizia a farsi salato: «Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, dal prossimo salirà del 40%: tutto questo succede perché aumentano il prezzo del gas a livello internazionale e il prezzo dell’anidride carbonica prodotta e la tranzisione ecologica non può essere fatta a spese delle imprese e delle categorie vulnerabili» avverte Roberto Cingolani intervenendo a un convegno della Cgil a Genova.

Non è un passo indietro sulla svolta verde, non potrebbe esserlo dall’uomo che guida il ministero della Transizione energetica, «ma abbiamo il dovere di affrontare le cose».

Gli aumenti in arrivo per famiglie e imprese sono il combinato disposto di due fattori: da una parte la ripresa economica spinge la domanda e le quotazioni delle materie prime, dall’altra i diritti per le emissioni di anidride carbonica sono raddoppiati per le politiche ambientaliste dell’Ue.

Già nel terzo trimestre il costo dell’elettricità per l’utenza era aumentato del 9,9%, e quello del gas (salito da 6 a 58 euro per MWh in un anno) del 15,3%. Ma la bolletta elettrica sarebbe schizzata del 20%, se il governo non fosse intervenuto per calmierarla mettendo sul piatto 1,2 miliardi ricavati dalla vendita di quote di emissioni.

Per le imprese è il vero, grande spauracchio del mondo post-pandemia: il costo dell’energia alle stelle rischia di mandare fuori mercato interi settori, specie quelli alle prese con concorrenti extra-europei. Carlo Bonomi, nei giorni scorsi, aveva parlato di «ripresa messa a rischio dal caro-energia». I numeri di Confindustria dicono che la corsa dell’inflazione negli ultimi mesi si spiega con i rincari delle bollette: solo lo 0,6%, sul +2,1% annuo di agosto, dipende da altre voci e «ciò aiuta i consumi, ma comprime i margini delle imprese».

«Da tempo denunciamo l'insostenibile peso della bolletta energetica – incalza la Cna –. Ci aspettiamo l’avvio di azioni concrete per scongiurare l'impennata dei prezzi, Gli allarmi non bastano più. È tempo di passare all’azione. Servono misure in grado di intervenire strutturalmente sulla bolletta, a partire dalla riforma degli oneri generali di sistema che gravano soprattutto sulle micro e piccole imprese». Un primo è atteso già nel dl Concorrenza, dove il governo pensa di inserire una sforbiciata alla mole di balzelli caricati sulle bollette per coprire una miriade di voci di spesa: bonus elettrico, incentivi alle rinnovabili, costi per lo smantellamento delle centrali nucleari.

Sono interventi d’emergenza utili a limitare i danni, ma la partita, spiega ancora Cingolani, si gioca nel lungo periodo. Bisogna trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica e il tema, già affrontato pubblicamente sia da Mario Draghi che da Giancarlo Giorgetti, è al centro delle attenzioni del governo: «Nessuno mette in discussione che la transizione ecologica vada fatta il prima possibile, senza indugi e con sacrifici enormi – aggiunge Cingolani –. Ci credo eccome. Ma se l’energia aumenta troppo di costo, le nostre imprese perdono di competitività e i cittadini, soprattutto quelli di reddito più basso, faticano ulteriormente per pagare beni primari come energia e gas. Sono aspetti importanti come la transizione ecologica. Finché avrò l’onore e l’onere di occupare questa posizione farò di tutto affinché le due cose non vengano mai scisse. C’è una transizione sociale che deve andare di pari passo con quella ecologica».

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