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De Benedittis: «Così a pagare è la gente che chiede risposte Una situazione insostenibile»

Il presidente dell’Ordine degli avvocati parla di decisioni draconiane con la riduzione degli accessi alle cancellerie e lo stop alle 17.30

Giulio Garau
2 minuti di lettura

l’intervento



«La situazione al Tribunale è grave, ci sembrava sostenibile con la copertura dei magistrati, ma come emerge in tutta Italia, soprattutto qui e nei Tribunali piccoli, il problema principale è quello della scopertura del personale amministrativo. E a pagare non siamo tanto noi avvocati, ma soprattutto la gente che rischia di non avere risposte dalla giustizia su problemi personali molto delicati. Ora poi che si profilano anche nuovi pensionamenti, la situazione diverrà insostenibile».

Gli avvocati sono in allarme, lo conferma il presidente del Consiglio dell’ordine di Gorizia, Francesco De Benedittis, da tempo mobilitato con tutto il Consiglio per individuare possibili soluzioni. «Ci sono stati due provvedimenti draconiani – ricorda – la riduzione degli accessi alle cancellerie e la limitazione nelle durate delle udienze al massimo fino alle 17.30. Ho inviato una lettera a tutti i colleghi per spiegare cosa sta succedendo e per rassicurarli che al primo punto dell’agenda del Consiglio dell’Ordine c’è l’impegno a tenere alta la tensione e l’impegno per trovare le possibili soluzioni».

Non c’è stato solo il contatto con il prefetto Raffaele Ricciardi perché si attivi con il ministero di Giustizia. «Ci stiamo muovendo su vari fronti – continua il presidente De Benedittis – ho contattato Guido Pettarin, deputato di riferimento territoriale, affinché prenda contatto con il ministero di Giustizia per capire cosa si può fare. Sto contattando pure i sindaci di Gorizia, Ziberna e di Monfalcone Cisint, e lo farò anche con gli altri del circondario del Tribunale. Come rappresentanti istituzionali del territorio devono essere messi al corrente della situazione che mette a rischio la tutela dei diritti dei loro concittadini». Poi il pressing sulla magistratura da cui dipende il Tribunale di Gorizia. «Domani (oggi ndr) mi metterò in contatto con il presidente della Corte d’Appello di Trieste, Giuseppe De Rosa che sovrintende il Tribunale di Gorizia – aggiunge –. Vorremmo istituire un tavolo permanente– comitato di crisi per sensibilizzare le istituzioni nella ricerca della soluzione del problema. C’è poi la strada della Regione che, come in passato, potrà fare la sua parte. In altre situazioni ha dato una mano con apporti umani estremamente utili».

Non basta. «Tutti i colleghi avvocati – insiste – sensibilizzeranno i loro interlocutori e la clientela sulla gravità del problema e sono impegnati, ciascuno nelle proprie possibilità a far conoscere le difficoltà del Tribunale. Tutti comunque hanno fatto la loro parte per quanto possibile». Dalla razionalizzazione per gli accessi alla cancelleria del Tribunale fino alla soluzione del nodo del Giudice di pace. «Il Consiglio dell’Ordine ha anche messo a disposizione mezzi informatici per accedere agli uffici in maniera più razionale – spiega il presidente – ma senza personale amministrativo è difficile uscirne».

Tutto ruota sul punto dei concorsi per le assunzioni finora erano bloccati. È di poche settimane fa la notizia che, grazie ai fondi del Recovery Plan è stato indetto un concorso per ben 8.171 unità di personale non dirigenziale, con il profilo di addetto all’ufficio per il processo, da inquadrare tra il personale di giustizia. Le domande devono essere fatte entro il 23 settembre. Ma prima che ci sia il reclutamento ne passerà del tempo. «Ne ha parlato la stessa ministra Cartabia a luglio al congresso forense – conclude De Benedittis – spiegando che soprattutto nei Tribunali più piccoli ci sono pochi giudici, ma il personale amministrativo è agli sgoccioli. E si è impegnata a bandire concorsi. Spero che in qualche modo si trovi una soluzione per lenire il problema almeno nella sua gravità». —

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