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la doppia lapide con 25 nomi

Romans rende omaggio ai soldati austroungarici morti nei suoi ospedali

Edo Calligaris
1 minuto di lettura

ROMANS

Ci sono voluti più di cento anni e l’impegno di tanti volontari animati dalla pietà umana, per dare nome e memoria a quei soldati austro-ungarici, che nel corso della Grande Guerra sono morti negli ospedali militari italiani di Romans e Versa. Nomi scolpiti sopra due lapidi marmoree, che sono state inaugurate nei cimiteri di Romans d’Isonzo e di Versa.

L’iniziativa è stata promossa dal Gruppo speleologico carsico di San Martino del Carso, con la collaborazione e il sostegno del Comune di Romans, del Museo di Storia militare di Budapest e del ministero delle Difesa ungherese, del Circolo ricreativo di Versa e della Bcc di Staranzano e Villesse. Il tutto si inserisce in un progetto internazionale inteso a dare memoria a quei soldati austro-ungarici, che morirono negli ospedali militari allestiti a Romans e Versa, dove si curavano i soldati italiani e quelli che, davanti alla sofferenza, non erano più nemici. Alla cerimonia erano presenti, tra i tanti, Otto Jaus, presidente della Croce Nera austriaca di Vienna; il colonnello Làzlò Kaputa addetto militare per l’ambasciata d’Ungheria a Lubiana; Lajos Pintèr, console d’Ungheria a Verona e il colonnello Attila Muriko, ufficiale di collegamento allo Stato Maggiore della Difesa a Roma; Gianfranco Biondi del consolato d’Austria a Trieste. Presente il viceprefetto Antonio Falso, una rappresentanza della brigata Pozzuolo del Friuli e i sindaci di Romans, Medea, Fogliano Redipuglia e Sagrado.

Le due cerimonie sono state introdotte da Gianfranco Simonit, presidente del Gruppo speleologico di San Martino del Carso, che ha fatto notare come sia nostro dovere ricordare questi giovani soldati morti lontano da casa, sperando che in altre sperdute terre altre persone ricordino i nostri caduti. Molte le autorità che hanno preso poi la parola, auspicando che questa importante collaborazione continui per dare memoria ad altri caduti. Le due lapidi riportano 17 nomi a Romans e 8 a Versa. Dopo lo scoprimento delle due lapidi, sono stati proposti gli inni nazionali di Ungheria, Austria e Italia, seguiti dalla deposizione di corone di alloro e il silenzio intonato da un giovane trombettista. —



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