Nelle piazze o al mercato arrivano i camper per i vaccini vicino a casa

Riccardi: «Strutture mobili per andare dove l’adesione alla campagna è minore». Modalità del servizio allo studio. L’esempio veneto: dosi pure in spiaggia e nei rioni

TRIESTE Gli esperimenti già avviati in altre regioni hanno dato risultati promettenti: camper, o altre strutture mobili come i truck (o più semplicemente camion), che si muovono sul territorio raggiungendo le zone più frequentate: mercati rionali e di paese, piazze, fiere o spiagge, per “intercettare” i cittadini che ancora non si sono immunizzati, offrendo la possibilità di vaccinarsi al momento, senza la necessità di una prenotazione. Il tutto cercando di privilegiare i territori nei quali la propensione a vaccinarsi è rimasta inferiore alla media.

Un’idea che ora anche la Regione Friuli Venezia Giulia pensa di mettere in pratica. Del resto, se il numero di cittadini che si reca nelle strutture per l’inoculazione è inferiore agli auspici, perché non provare a portare i vaccini direttamente alle persone, all’insegna del concetto di prossimità? Un tema caro al vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha avviato l’iter progettuale per individuare le modalità più adatte per applicare l’idea degli hub mobili sul territorio del Friuli Venezia Giulia.

Il progetto è ancora in una fase iniziale, ma la volontà di andare avanti c’è: «L’intenzione è quella di usare strutture mobili, come i camper, andando nelle aree dove ci sono minori adesioni alla campagna – spiega il vicegovernatore –, perché è proprio così che possiamo portare avanti un discorso di prossimità anche per le vaccinazioni. Al momento è ancora presto per sbilanciarci su quali saranno i luoghi migliori nei quali piazzare queste strutture vaccinali mobili e sulle tempistiche, ma è un’idea su cui lavoreremo in modo concreto».

Gli apripista da cui prendere spunto non mancano. Nel vicino Veneto i camper vaccinali presenti in piazze dei centri storici, mercati, sagre, festival e spiagge sono diventati una consuetudine in questa estate ed è stato promosso anche il loro impiego nei rioni. A Mestre, inoltre, le unità mobili sono state utilizzate per vaccinare le persone senza fissa dimore. In Lombardia il “tour” delle unità mobili ha toccato le zone di villeggiatura, come quelle sui laghi, con ottimi risultati per quanto riguarda il numero di vaccinati, anche tra i più giovani. Sempre in Lombardia i camper vaccinali si fermano nei pressi di centri di aggregazione frequentati da giovani o da anziani. In Emilia Romagna, oltre a mercati e aree fieristiche, gli hub mobili battono le spiagge della riviera, immunizzando sia i residenti che i turisti. A bordo dei camper c’è l’equipe vaccinale e per farsi inoculare la dose basta avere con se un documento di identità e la tessera sanitaria. O ancora, c’è l’esperienza già consolidata degli hub mobili nelle grandi città per arrivare in modo più diretto ai cittadini nei quartieri popolosi: a Napoli, tanto per citare un caso emblematico, la campagna vaccinale sta procedendo anche grazie alle unità mobili (nel capoluogo partenopeo vengono usati i camion) dal Rione Sanità a Ponticelli.

Ci sono regioni decise a proporre lo stesso modello di prossimità in ambito scolastico per favorire la vaccinazione tra i più giovani con mini-hub allestiti nelle scuole o camper vaccinali nei cortili o davanti agli istituti. Non in Friuli Venezia Giulia, però. «Non mi pare che sia una buona idea prevedere strutture vaccinali mobili per le scuole, perché la necessità di un consenso informato sottoscritto dai genitori renderebbe tutta la procedura più complicata – chiarisce Riccardi –. Dobbiamo, invece, puntare sui territori dove la tendenza a vaccinarsi è risultata più bassa».

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