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Per 130 mozioni c’è la “pensione” Non verranno mai più discusse

I provvedimenti erano tutti non urgenti Adesso sono destinati all’annullamento

Li. Go.
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la curiosità

Sono quasi 130 le mozioni non urgenti che figurano nel calepino dell’ultimo Consiglio comunale ordinario, svoltosi l’altro giorno. Mozioni ora di fatto destinate all’annullamento, dal momento che l’aula di qui alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre potrà trattare solo ratifiche o provvedimenti urgenti e improrogabili: ieri è scattato il 45esimo giorno precedente il voto. Elena Danielis del M5s e Maria Teresa Bassa Poropat dei Cittadini sottolineano di «aver ripetutamente chiesto di dedicare delle sedute all’esaurimento delle mozioni: adesso diventano carta straccia». Per Giovanni Barbo del Pd «molte sono della maggioranza: insolito, anche perché gli argomenti sono da semplice segnalazione all’assessore o agli uffici competenti. In numerosi Consigli i lavori sono stati sospesi prima del tempo, lasciando una caterva di documenti in discussione. Tanti piccoli spot elettorali? Le nostre mozioni più importanti riguardavano le aree verdi nel post-Covid».

A queste critiche replica il capogruppo della Lega Radames Razza: «L’opposizione spesso ha cercato di fare ostruzionismo, allungando sistematicamente i tempi. Ecco perché alcune mozioni sono rimaste inevase. Un maggior pragmatismo da parte della sinistra avrebbe ottimizzato i lavori del Consiglio, senza imporre sterili discussioni».

Ma anche tra i consiglieri di maggioranza c’è chi, in forma anonima, dice di avere dei mal di pancia. La mozione più antica risale ai primi mesi del 2019 (vedi box), così come «l’introduzione di cartelli accanto ai monumenti che ricordino il divieto di arrampicarsi» della leghista Monica Canciani. Alcune sembrano superate dai fatti: è il caso della rinuncia, richiesta da Sabrina Morena di Open, al progetto di una statua di D’Annunzio in piazza della Borsa. O dell’idea forzista di dedicare un murale a Nadia Toffa, inaugurato a gennaio a Servola tramite il progetto Chromopolis. Un’altra, sempre a firma di Morena, è misteriosa: chiede la stigmatizzazione delle dichiarazioni del consigliere «omissis» durante una seduta segreta. I Cinque stelle in generale si concentrano sui temi ambientali. Roberto De Gioia di Futura ricorda di aver proposto di posizionare la vettura del tram in piazza Oberdan «affinché i turisti lo vedano». E così via. —



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