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L’INSEDIAMENTO IN TERRITORIO SLOVENO

Polo logistico vicino a Fernetti Monrupino si ribella al progetto

Kosmina, sindaco del Comune carsico, chiede supporto alla Regione: «Gli enti d’oltreconfine non ci hanno informati». Pizzimenti assicura pronte verifiche

Ugo Salvini
2 minuti di lettura

MONRUPINO

«Un insediamento invasivo, che cancellerà 35 ettari di verde, situato a pochi metri dal confine, la cui realizzazione è stata peraltro avviata nel totale silenzio». Si leva forte la protesta di Tanja Kosmina, sindaca di Monrupino, dopo che si è alzato il velo sull’operazione che l’immobiliare austriaca Go Asset ha recentemente avviato a ridosso dell’area di Fernetti, in territorio sloveno.

La notizia che in quello spazio, fino a pochi mesi fa un polmone verde di cui beneficiavano sia i residenti della frazione di Monrupino, sia coloro che vivono nell’area di Sesana, saranno costruiti tre grandi magazzini e un parco industriale, ha fatto sobbalzare sulla sedia la responsabile dell’amministrazione comunale del piccolo Comune carsico, che non ha perso tempo e si è subito rivolta all’assessore regionale per le Infrastrutture e il territorio, Graziano Pizzimenti, per chiedere aiuto e collaborazione. «Non credo alla promessa della creazione di nuovi posti di lavoro – precisa Kosmina – che, eventualmente, riguarderanno essenzialmente cittadini sloveni. Si tratta di un paravento dietro al quale si nasconde un progetto che non condividiamo e che, guarda caso, è stato definito senza consultare gli enti italiani, a cominciare dalla Regione. Ecco perché mi sono rivolta a Pizzimenti – aggiunge – per cercare una soluzione che tuteli il nostro Comune e, in generale tutto l’altipiano carsico. Non vorrei che il Comune di Monrupino – continua la sindaca – da oasi verde diventasse la sede di un enorme raccordo autostradale, per la consolidata presenza dell’autoporto, al quale andrà ad aggiungersi ora questa spianata di cemento, per giunta effetto di scelte che sono state fatte sopra le nostre teste».

Il progetto che prevede la realizzazione di questa nuova area operativa a pochi metri dall’ex valico di Fernetti risale in realtà al 2004. «Poi – ricorda Kosmina – la società che doveva portare a termine l’iniziativa fallì e non se ne parlò più per anni. Adesso, all’improvviso – prosegue la sindaca – ecco arrivare le ruspe che spianano l’area slovena vicina all’ex valico, il tutto senza che le competenti autorità italiane ne siano messe al corrente». In effetti, la notizia dell’avvio dei lavori, frutto della recente approvazione del progetto, da parte del Consiglio comunale di Sesana, era stata data dai residenti di Fernetti che, da qualche settimana, hanno iniziato a sentire durante l’intera giornata il rumore delle ruspe e dei camion. «Ora la situazione è evidente – riprende Kosmina – e per questo mi sono rivolta all’assessore regionale Pizzimenti, dal quale ho avuto rassicurazioni che informerà il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, in modo che tutti gli enti interessati possano fare azione comune nei confronti dei corrispondenti d’oltre confine». «Spero che la società austriaca – sottolinea Pizzimenti – stia rispettando le normative europee. In ogni caso andremo a verificare il tutto».

L’attività che sarà svolta nella nuova area attrezzata riguarderà lo svuotamento dei container provenienti dai porti di Trieste e Capodistria. «I due scali – obietta la sindaca – dispongono già di aree sufficienti per questo tipo di operazioni, perciò non vedo la necessità di eliminare un polmone verde». Anche i residenti dei due centri a cavallo del confine si sono attivati, creando un’associazione trasversale che si oppone alla realizzazione del progetto. «Capisco che da parte slovena si tutelino gli interessi locali – conclude la sindaca – ma non a scapito di tutta l’area». —





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