Contenuto riservato agli abbonati

Rientra la famiglia del geometra gradese scomparso in Sardegna: «Alessandro senza una tomba»

Dopo la decisione ufficiale del prefetto sulla sospensione delle ricerche di Zaniboni, le fievoli speranze che ancora rimanevano ai familiari dell’uomo sono svanite

GRADO «Purtroppo la storia è finita». Lo dice con amarezza Gianluca Zaniboni. Dall’altra sera, quando l’ispettore del Commissariato di Tortolì, in Sardegna, ha avvisato la famiglia del geometra gradese Alessandro Zaniboni, scomparso dal 25 luglio, la decisione ufficiale del prefetto sulla sospensione delle ricerche, le fievoli speranze che ancora rimanevano ai familiari dell’uomo sono svanite. Le ricerche sulle impervie montagne in provincia di Nuoro sono state pressoché incessanti, con l’utilizzo di tanti uomini e mezzi di ogni genere, senza risultato.

A memoria degli abitanti dei paesi che si trovano a non molta distanza da Arbatax non ricordano un fatto del genere, ovvero il mancato ritrovamento di qualcuno che si è disperso. Un unico fatto, raccontano, è accaduto una quarantina d’anni fa quando, casualmente, a distanza di 6 mesi dall’accaduto venne trovato un uomo che viveva da solo. Era senza parenti, con la conseguenza che nessuno aveva denunciato la sua scomparsa.

«Ufficialmente le ricerche sono state sospese – spiega il fratello Gianluca, che è volato in Sardegna assieme alla mamma Marisa e a una zia – ma la gente del luogo ci ha assicurato che loro continueranno sempre. Ai primi giorni della prossima settimana pensiamo di rientrare a Grado e purtroppo lo faremo senza Alessandro. Non ci sarà nemmeno una tomba per seppellirlo». Con ogni probabilità i gradesi rientreranno con la Kia dello scomparso che, in queste giornate, il cortese responsabile del carro attrezzi e dell’officina sta sistemando nell’attesa che giunga il blocco elettronico d’avviamento da sostituire (le chiavi le aveva con sé lo scomparso).

L’auto sarà pronta presumibilmente martedì o mercoledì della prossima settimana ma nel frattempo i famigliari si occuperanno di liberare l’abitazione che Alessandro aveva preso in affitto. Gli abiti saranno dati alla Caritas, senza la maglia blu che indossava quando quella “domenica maledetta”, verso mezzogiorno, è stato visto partire per la breve escursione da una vicina di casa. Nel frattempo la famiglia Zaniboni intende assicurarsi che una delle onlus sarde si prendano cura di Pelù, il cagnolino dello scomparso che rimarrà invece in Sardegna. «Ritorniamo a Grado ma speriamo sempre che qualcuno trovi Alessandro...».

Video del giorno

Friday for Future a Gorizia: centinaia di giovani sfilano per l'ambiente

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi