Contenuto riservato agli abbonati

Le famiglie non pagano il servizio: niente pasti a scuola per 76 alunni a Monfalcone

I numeri delle morosità sono in crescita. Si tratta di cifre che vanno dalla franchigia di 50 euro in su

MONFALCONE Sono almeno 76 gli alunni e studenti delle scuole comunali che rischiano di non sedersi a tavola a settembre per la morosità accumulata nell’anno scolastico 2020-2021, se le loro famiglie non salderanno il debito con la Cir Food, il gestore del servizio di refezione per conto dell’ente locale. Si tratta di cifre che vanno dai 50 euro, la soglia entro la quale il gestore ha deciso di non rivalersi, confermando la “franchigia” applicata negli ultimi tre anni, in su.

Il numero, in crescita, è venuto a galla, anche quest’estate, nell’ambito dell’esame delle domande presentate dai genitori per beneficiare delle agevolazioni tariffarie previste dal Comune per le situazioni economiche meno facili. Ma potrebbe trattarsi di distrazione, oppure di scelta. Il dato non tiene inoltre conto delle possibili morosità relative ad utenti per cui non è stata presentata domanda di agevolazione e che pure, in caso di mancato pagamento, saranno esclusi dalle mense. In totale tramite i Caf convenzionati l’ente ha ricevuto entro la metà di luglio 492 richieste di accesso agli “sconti” di cui 76 appunto cassate per morosità superiori ai 50 euro contro le 54 del 2020, le 51 del 2019 e, soprattutto, le 27 del 2018.

L’aumento dei morosi questa volta va inoltre di pari passo con il calo delle domande da parte delle famiglie con l’Isee più basso: 101 quelle accolte contro le 127 dello scorso anno, le 128 del 2019 e le 144 dell’anno precedente. Sono invece 185 gli aventi diritto all’agevolazione del 50% rispetto alle 177 del 2020, mentre è diminuito pure il dato delle famiglie che si sono fatte avanti per ottenere lo sconto del 15% e hanno vista accolta la propria istanza (112 contro le 142 del 2020). Cifre che lette nel loro complesso sembrano indicare le difficoltà create dagli effetti della pandemia su alcune fasce della popolazione. «È indubbio che l’emergenza sanitaria ha creato nuove situazioni, incidendo su quelle che già erano bordeline – spiega l’assessore alle Politiche sociali e vicesindaco Michele Luise –. Lo conferma, a livello di Ambito, la spesa per il Sad, il Servizio di assistenza domiciliare, aumentata in modo esponenziale. C’è stata un’accelerazione delle domande di aiuto, su più fronti, dopo la seconda ondata».

Intanto, nonostante altre 18 domande, cinque in più rispetto allo scorso anno, non accolte per motivi che il Comune ha secretato, per garantire le agevolazioni durante il prossimo anno scolastico l’ente locale ha stanziato 130.886 euro. La cifra è stata calcolata a fronte delle richieste ritenute ammissibili, ma anche del numero di rientri pomeridiani e del numero stimato dei pasti consumati nel corso dell’anno scolastico pure da parte di quegli alunni che hanno diritto a un abbattimento minimo generalizzato della quota del pasto. In base alla formula adottata nel 2017 dall’amministrazione comunale, che ha confermato anche per il prossimo anno scolastico le stesse tariffe per il servizio di refezione, è previsto un contributo fisso di 1 euro a pasto con un Isee sotto i 5 mila euro, uno sconto del 50% tra 5 e 8 mila euro di Isee e uno del 15% tra 8 e 15 mila euro, ma anche un contenimento generalizzato del costo del pasto per tutte le famiglie con un Isee sopra i 15 mila euro (ora dovrebbe essere di 10 centesimi a pasto, visto l’ultimo adeguamento dei prezzi riconosciuti dal Comune al gestore).

Video del giorno

Trieste, attracca sulle Rive il cacciatorpediniere Luigi Durand de la Penne

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi