In Friuli Venezia Giulia i cittadini di trentotto Comuni al voto il 3 e il 4 ottobre. Ecco perché la Regione ha anticipato il Viminale

La Regione anticipa di una settimana la data senza attendere la scelta di Roma. «Abbiamo perso già troppo tempo». 

È ufficiale: le elezioni amministrative si terranno domenica 3 e lunedì 4 ottobre. A stabilirlo è stata ieri mattina per prima la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia su proposta di Pierpaolo Roberti, assessore alle Autonomie locali, anticipando così di qualche ora la decisione del Viminale, arrivata nel tardo pomeriggio. Nella nostra regione si voterà in 38 Comuni. I maggiori sono Trieste e Pordenone. Gli altri due con più di 15 mila abitanti sono Cordenons e San Vito al Tagliamento. Gli altri 34 hanno tutti meno di 15 mila abitanti. Nell’area giuliana, oltre a Trieste, si voterà a Muggia, mentre nell’Isontino toccherà a Grado, Romans, San Pier e Moraro.

Come previsto dalla legge regionale 6 del 14 maggio le operazioni di voto si svolgeranno, nel primo e nel secondo turno, domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Le liste, con la relativa documentazione, andranno presentate entro il 31 agosto. Eventuali ballottaggi il 17 e il 18 ottobre.

La Regione ha dunque scelto di deliberare in autonomia. «Secondo le voci autorevoli che ci arrivavano da Roma era ormai scontato che quelle del 3 e del 4 ottobre sarebbero state le date definitive in tutta Italia – spiega Roberti –. Noi abbiamo tentato di aspettare l’ufficialità dal Viminale per fare la nostra delibera assieme al decreto ministeriale, ma poi abbiamo ritenuto giusto andare avanti per la nostra strada anche per dare finalmente delle certezze agli elettori, alle amministrazioni e ai candidati». «Bisogna correre. Basti pensare alle firme da raccogliere e alla mole di documenti impressionante che dovranno presentare gli aspiranti eletti in vista della presentazione delle liste – sottolinea l’assessore –, tra l’altro in un periodo di ferie come questo, in cui gli uffici non sono pienamente operativi. Da mesi si sapeva che saremmo andati a votare tra il 15 settembre e il 15 ottobre, quindi il governo avrebbe dovuto indicare mesi fa le date definitive. Abbiamo perso tempo».

Nelle scorse settimane il dibattito sulle date delle amministrative era diventato terreno di scontro politico. Da una parte in particolare il Pd, con alcuni sindaci che avevano caldeggiato – in un’ottica anti-contagio – l’anticipo al 26 e 27 settembre. Nel centrodestra, Lega in primis, era prevalsa la contrarietà all’ipotesi di votare in settembre e il leader leghista Matteo Salvini aveva ribadito che le date migliori sarebbe state quelle del 10 e 11 ottobre. L’idea di anticipare il voto al 26 e 27 settembre era stata valutata anche dal governo, pensando al rischio di un’ulteriore impennata autunnale dei contagi. Ora la scelta prefigurata dalla Regione Fvg sembra il compromesso in grado di accontentare tutti.

«L’idea di andare al voto il 26 settembre mi spaventava – rimarca Roberti, che è anche segretario regionale della Lega – perché avrebbe significato andare a raccattare a Ferragosto le persone in ferie per fare la campagna elettorale. In pratica così non ci sarebbe stata campagna elettorale. Ora abbiamo guadagnato una settimana in più, che è comunque poco, ma rendiamoci conto che si tratta di elezioni che arrivano in un periodo straordinario, le abbiamo già rinviate di 6 mesi, e in più ci sarà l’incognita di una possibile recrudescenza della pandemia».

«Sarà una campagna elettorale molto difficile, con documenti da presentare in tempi strettissimi e le restrizioni legate al virus, ma una settimana in più o una in meno non cambia molto – osserva la deputata Sandra Savino, coordinatrice regionale di Forza Italia –. Positivo, a Trieste, è il fatto che si eviti la concomitanza con la Barcolana, che avrebbe creato non pochi problemi dal punto di vista organizzativo e per la gestione dell’ordine pubblico».

«Direi che le date del 3 e del 4 possono mettere d’accordo quasi tutti. Ora c’è solo da rimboccarsi le maniche – afferma Cristiano Shaurli, segretario regionale del Pd –: sappiamo che ci sarà tantissimo lavoro da fare in poche settimane e pazienza se sacrificheremo le ferie. In tempi di pandemia sarà una campagna elettorale totalmente diverse dalle altre: fondamentale riuscire a stimolare la partecipazione dei cittadini al voto». «Anticipare a settembre sarebbe stato peggio, ma anche così sarà una campagna elettorale molto difficile, con tempi strettissimi – commenta il capogruppo del M5s in Consiglio regionale, Cristian Sergo –. Intanto è importante essere già riusciti a ufficializzare i nostri candidati a Trieste e a Pordenone».

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