Il ministro Giorgetti fa tappa in Fvg: “Il nuovo polo dell’acciaio a Trieste si farà”

Il ministro Giorgetti alla Danieli insieme al governatore Fedriga

Le parole del ministro a margine dell’intervento alla Danieli. Nel pomeriggio le tappe triestine in Area e alla Saipem

 TRIESTE - Il polo siderurgico di Trieste «si farà e qui c'è un primo tassello; ce ne saranno altri che visiteremo successivamente. Credo ci sia tutta la volontà di farlo e che sarà il fiore all'occhiello per Trieste e l'industria italiana».

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti al termine della visita agli stabilimenti siderurgici della Danieli, in provincia di Udine, dove si è trattenuto per quasi due ore con Giampietro Benedetti, titolare della stessa Danieli.

Il riferimento è piano che Metinvest e Danieli hanno presentato nei mesi scorsi alla regione per il comprensorio delle Noghere: una struttura industriale da 48 ettari dotata di una propria banchina galleggiante, investimenti per quasi 700 milioni di euro, 4 milioni di tonnellate di acciaio lavorate ogni anno, 450 assunzioni dirette e almeno 500 posti di lavoro generati dall’indotto.

«Qui c'è l'industria vera e investimenti veri che hanno tradotto in pratica le belle intenzioni scritte nei programmi. Questo è un Pnrr pionieristico, di un'imprenditoria avveduta che non si ferma mai e che sa rinnovarsi», ha aggiunto Giorgetti. Il tour in Fvg, nato a margine del G20 in programma domani, ha visto anche le tappe triestine alla Saipem in Porto Vecchio e ed Area Science Park, dove la Snam ha annunciato l'avvio di una sede del suo centro nazionale per l'innovazione sull'idrogeno. 

«Dipende da Metinvest se il polo si farà, sono loro che decidono se fare l'investimento, e hanno due o tre alternative, due in Italia di cui una a Trieste e una all'estero» ha detto il presidente delle acciaierie friulane Giampietro Benedetti a margine della visita agli stabilimenti del ministro. Benedetti si è confrontato a lungo con il governatore, Massimiliano Fedriga, e il ministro sui problemi della siderurgia, a partire dalla disponibilità di rottame, al passaggio da altoforni a forni elettrici e dei tetti per la Co2

Alla domanda sugli argomenti trattati con Danieli, il ministro ha detto: «Benedetti non ha chiesto nulla, ha mostrato con orgoglio cosa l'imprenditore è capace di fare quando c'è la volontà di rischiare, di crescere e di farlo in modo compatibile con l'ambiente e la società». La richiesta è piuttosto quella di «un quadro normativo fatto di certezze, ma non fondi, visto anche che gli investimenti qui sono già stati fatti».

Nel corso della sua tappa alla Danieli il ministro è stato interpellato dai giornalisti sull’obbligatorietà del Green Pass nelle aziende: "Si sta discutendo ma non sono ancora state prese decisioni – ha detto -. Fortunatamente decide il Consiglio dei ministri e non i giornali. Alcuni profili consigliano di andare in quella direzione ma ci sono anche precauzioni da prendere, perché ci sono diritti del lavoro da salvaguardare". 

La seconda tappa della visita del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in Friuli Venezia Giulia lo porta all'Area Science Park. «Per chi come noi è stato in questi mesi impegnato a scrivere il Pnrr, visitare un centro come questo significa in qualche modo vedere il Pnrr in atto» commenta Giorgetti. «Il dibattito politico si riempie molto spesso la bocca di paroloni e progetti di cui onestamente ignora molto spesso il significato e la ricaduta» ma qui all'Area Science Park Giorgetti ha trovato «una realtà che funziona, che si misura concretamente nel trasferimento tecnologico e nel confronto con le imprese». In platea tra gli altri ad ascoltare il ministro c'è Cosma Panzacchi, responsabile della business unit idrogeno di Snam che ha scelto proprio Trieste per una delle sedi dell'Hydrogen Innovation Centyer. «Abbiamo sentito Snam, uno dei campioni nazionali - ricorda Giorgetti - di quelli che ha anche le possibilità economiche di investimento, di ricerca ma non tutte le imprese italiane hanno queste caratteristiche anzi purtroppo la struttura italiana è un universo di piccole e medie imprese che hanno bisogno costantemente per stare al passo della competizione tecnologica di confrontarsi con chi fa ricerca di base, che diventa ricerca applicata, innovazione».

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