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Ecco “Homesick Moe” il cacciabombardiere che giace dal 1944 sui fondali di Lissa

Il bombardiere (Stefan Pape, collezione privata)

Trovata dai sub dopo 77 anni la carcassa di un quadrimotore Usa. L’isola nella Seconda guerra ospitava una base aerea delle forze alleate

Ciò che ne resta giace a una profondità di 93 metri, sui fondali delle acque fra le isole di Lissa e Curzola. Si tratta del cacciabombardiere statunitense Consolidated B24 Liberator, avvistato per l’ultima volta 77 anni fa - nel 1944 - mentre sorvolava il lago Balaton in Ungheria. La carcassa di Homesick Moe - questo il nome che era stato dato al velivolo - è stata ritrovata a decenni di distanza da quel giorno in cui si inabissò. Pilotato da Sidney L. Ruff Junior, il quadrimotore è l’ultimo di quelli ritrovati nelle acque intorno a Lissa, isola dove durante il secondo conflitto mondiale era operativa una base aerea delle forze alleate. Come tanti altri velivoli affondati in Adriatico, anche Homesick Moe conobbe un tragico destino e quattro dei dieci membri dell’equipaggio persero la vita.

A scoprire la carcassa è stato uno degli appartenenti alla famiglia Marović, che negli ultimi anni è riuscita a rinvenire i resti di una decina di velivoli militari, sempre con l’aiuto di esperti subacquei tedeschi. Il B24 è stato ritrovato da Lorenz Marović, titolare del Centro per le attività subacquee Manta di Comisa, comune dell'isola di Lissa. «Finora siamo riusciti a strappare all’oblio una decina di velivoli militari che giacevano da decenni in fondo al mare – ha rilevato Lorenz – e spero che questo pon sia l’ultimo. Fare luce su un pezzo di storia del secondo conflitto mondiale è un qualcosa che dà grande soddisfazione». Un altro esponente della famiglia, Andi Marović, ha precisato che anche in questo caso la collaborazione con i pescatori locali si è rivelata preziosa: «Grazie alle loro segnalazioni siamo riusciti a rinvenire il relitto, individuato grazie al sonar. Che sia “Nostalgico Moe” ci è stato confermato da esperti statunitensi e croati. Il bombardiere aveva accumulato una quarantina di azioni belliche».

Tre anni fa, sub croati e tedeschi avevano ritrovato poco al largo di Lissa un cacciabombardiere Usa a 50 metri di profondità: le immersioni avevano permesso di recuperare i resti di tre militari americani le cui spoglie erano state restituite alle famiglie. Nell'autunno 2016 erano stati rinvenuti su questi fondali due aerei, risalenti alla Seconda guerra mondiale e un piroscafo affondato 91 anni fa. Ancora Lorenz Marović nel 2005 aveva scoperto a 105 metri di quota batimetrica il relitto della pirofregata corazzata Re d’Italia, speronata e affondata dagli austriaci nella battaglia di Lissa, il 20 luglio 1866.

Tornando al 2016, Marović, supportato da alcuni pescatori di Comisa, si era accorto della presenza delle carcasse dei due aerei e poi aveva notato il piroscafo Michael N.Maris, colato a picco dopo avere urtato contro uno scoglio nel 1932. La nave, costruita nel 1899 a Glasgow e il cui primo nome fu Adriatico, costituisce ora il più grande relitto situato intorno a Lissa. Giace a profondità di 74 metri. Quanto invece ai due velivoli, si tratta rispettivamente di Consolidated B24 Liberator e di un idrovolante del tipo Catalina, prodotto dalla citata Consolidated, solitamente usato per azioni di pattugliamento e soccorso.

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