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Altro medico pronto all’addio a Prosecco: allarme assistenza per 2 mila cittadini

Il dottor Bevilacqua orientato a lasciare l’ambulatorio della frazione per l’affitto che ora ricade solo sulle sue spalle

TRIESTE Un’intera comunità totalmente priva di assistenza sanitaria. È questa la drammatica prospettiva che si sta delineando nelle frazioni di Prosecco, Contovello e Borgo San Nazario. Una realtà che conta circa 2 mila persone, in buona parte anziani, particolarmente bisognosi perciò della presenza di medici sul posto.

Dopo i pensionamenti di Peter Starc e Paolo Ianke, anche l’ultimo dei medici che operavano in loco, Maurizio Bevilacqua, è sul piede di partenza. I motivi sono però di natura ben diversa, in quanto Bevilacqua non è alle soglie della quiescenza. Il problema è che il medico è rimasto solo nell’ambulatorio situato nel cuore di Prosecco, nel quale operava, a giorni alterni, anche il collega Ianke, con cui divideva le spese di affitto e di gestione. Il proprietario dell’ambulatorio, Kazimir Majowsky, facendo riferimento al contratto di locazione a suo tempo stipulato con i due medici, non è però disposto ad accettare il pagamento di un affitto parziale e chiede comunque a Bevilacqua il pagamento dell’intero importo a suo tempo fissato. «Con il dottor Bevilacqua abbiamo avuto un colloquio sereno e franco – spiega Majowsky – e lui mi ha chiaramente espresso l’intenzione di abbandonare l’ambulatorio di Prosecco se io dovessi confermare la mia richiesta di pretendere il pagamento per intero della locazione. Capisco le sue ragioni – prosegue il proprietario – anche perché Bevilacqua la maggior parte dei suoi assistiti la riceve nei due ambulatori di cui dispone in centro città, perciò una spesa doppia rispetto a quella che sosteneva finora non si giustificherebbe. È però altrettanto vero – sottolinea Majowsky – che anch’io non sono disposto ad accettare riduzioni dell’importo a suo tempo stabilito nel contratto di locazione, perché non avrei più una convenienza economica. Posso pazientare ancora un po’, per qualche mese – conclude il proprietario – ma se nessun medico dovesse accettare di trasferirsi a Prosecco, affiancandosi a Bevilacqua nell’ambulatorio, dovrei necessariamente chiedergli l’intero importo e conosco già la sua risposta».

Risultato: entro la fine dell’anno i residenti di Prosecco, Contovello e borgo San Nazario potrebbero ritrovarsi senza assistenza medica sul posto e costretti, di conseguenza, a rivolgersi ai medici che operano nelle altre località dell’altipiano. «Una soluzione impraticabile – sostiene il consigliere circoscrizionale Aldo Rampini – perché non si può chiedere agli anziani, soprattutto in questa fase di emergenza pandemica, di prendere un autobus per recarsi a Opicina per una visita».

E intanto notizie negative arrivano anche dall’Asugi. «Come azienda – precisa il direttore generale, Antonio Poggiana – abbiamo fatto ciò che era nelle nostre possibilità. Non possiamo costringere i medici ad accettare le destinazioni che ci fanno comodo. Posso dire a titolo di esempio – prosegue – che su 31 posti vacanti nella nostra area di competenza, solo 15 sono stati occupati. Del resto – conclude Poggiana – le regole non le facciamo noi. Possiamo solo applicarle. Anzi, temo che questa situazione sia destinata a peggiorare e casi come quello di Prosecco siano destinati a ripetersi».

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