Contenuto riservato agli abbonati

A Riccesi e Balsamini il restauro da 3,6 milioni dell’ex Meccanografico di Trieste

La gara vinta con un ribasso del 7%. Il Comune prevede l’avvio del cantiere in autunno, durata di 540 giorni. Entro fine 2023 diventerà la sede di Esatto

TRIESTE Il raggruppamento temporaneo di impresa formato dalla triestina Riccesi e dalla sacilese Balsamini ha vinto l’appalto per trasformare l’ex Meccanografico in un dignitoso contenitore di uffici che riscatti l’attuale, annosa, insostenibile condizione di degrado.

L’abbinata Riccesi-Balsamini ha prevalso con un ribasso del 7% a 3,6 milioni di euro, ai quali si somma il 10% di Iva. Dopo l’aggiudicazione provvisoria scatteranno i 35 giorni di “stand still”, durante i quali i concorrenti battuti potranno impugnare l’esito della gara, gara bandita - dopo una lunga preparazione - all’inizio di luglio. Ieri mattina Riccardo Vatta, “arbitro” comunale di queste disfide, ha verificato le offerte pervenute: erano state invitate 11 aziende, individuate in ambito regionale, ma solo in 6 avevano partecipato. Più di un’impresa contattata avrebbe lamentato prezzi troppo bassi e poco competitivi. Responsabile unico del procedimento la dirigente Lucia Iammarino.

Dopo i 35 giorni di “stand still” potrà essere concluso il contratto, per cui Vatta ritiene che in ottobre la parte amministrativa dovrebbe essere definita e durante l’autunno - salvo complicazioni - verrà predisposto il cantiere. Per la ristrutturazione dell’ex Meccanografico sono previsti 540 giorni di lavori, un anno e mezzo che in teoria andrebbe ad approdare nell’estate 2023.

Chi sarà il fortunato destinatario dei nuovi spazi in fondo alla Sacchetta, di fianco alla stazione di Campo Marzio, a pochi passi dal “Pedocìn” e dall’Ausonia, dirimpettai della compianta terapeutica Acquamarina? Allo stato attuale i più accreditati candidati a stabilirsi nelle restaurate stanze sono Esatto, la società 100% comunale incaricata di introitare i civici tributi, e una parte dei servizi sociali municipali, quelli che stanno per trasferirsi temporaneamente in via della Scalinata, in un edificio proprietà della fondazione Ananian tra piazza Garibaldi e piazza Puecher. In tutto poco più di un centinaio di “colletti bianchi”. Sembra invece che non traslocheranno gli uffici finanziari del Comune, diretti da Vincenzo Di Maggio.

Tra piazza Unità e largo Granatieri non sono tutti entusiasti di investire un bel po’ di quattrini per la sede di Esatto e per una porzione di Welfare: l’opzione Ferrovie o l’ipotesi di una struttura recettiva parevano più accattivanti. Se non altro, dopo un impasse durato una quindicina di anni, una decisione è stata assunta per sottrarre un’area di pregio, praticamente in centro, al mesto destino di residenza per roditori. La raggiungibilità mediante bus e la “parcheggiabilità” della zona dovrebbero essere atout importanti per l’utenza di Esatto, pesata in circa 50.000 persone/anno. Certo, le premesse, quando nel primo mandato Dipiazza il Comune acquistò l’immobile dalle Fs, erano altre, all’insegna della musealità scientifica (Era) e multimediale (Alinari): ma le cose hanno preso una piega diversa.

Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi