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Turno unico, bus pieni all’80% e test salivari in aula: ecco il piano per il ritorno a scuola in Fvg

Istituzioni e aziende del Tpl a confronto sulle linee guida. L’obiettivo è la presenza in classe del 100% degli studenti

TRIESTE Una quarantina di mezzi privati ad affiancare il Tpl, tamponi salivari a campione in aula, il maggior numero possibile di ragazzi vaccinati. Il piano scuola del Friuli Venezia Giulia è vincolato alle decisioni del governo, ma è già definito, condiviso, attuabile, assicurano gli addetti ai lavori. «Ci proviamo con convinzione», dice in particolare l’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen nel fissare l’obiettivo: tutti in classe a settembre, pure alle superiori, a turno unico.

La premessa è che Roma deve ancora dare indicazioni precise. Dopo il rinvio della scorsa settimana, domani dovrebbe essere il giorno della presentazione in Conferenza Stato-Regioni, da parte del ministro Patrizio Bianchi, del piano nazionale per il rientro. L’attesa è soprattutto sulle capienze, sia in aula che sui mezzi di trasporto. Ma, sulla base di quanto filtra dalla capitale, il tavolo interistituzionale riunito ieri dal prefetto di Trieste Valerio Valenti - con i colleghi delle altre province, gli assessori regionali Graziano Pizzimenti (Trasporti), Riccardo Riccardi (Salute) e Rosolen, le aziende del Tpl e l’Ufficio scolastico regionale - ha ragionato sulla previsione del 100% di studenti in classe (come da obiettivo rimarcato nei giorni scorsi dal ministro) e dell’80% di occupazione dei posti disponibili su bus e corriere.

Numeri che consentono di simulare la riduzione a un terzo dei mezzi privati aggiuntivi a quelli del Tpl rispetto al piano precedente, varato lo scorso anno scolastico. Si passa infatti da una flotta di 120 unità a una di una quarantina di veicoli in più, fa sapere Valenti, con tanto di dettaglio sui territori: Pordenone (Atap può utilizzare anche la sua sezione turistica) è autosufficiente, Gorizia necessita di cinque mezzi privati, Trieste di due o tre, mentre Udine dovrà reperirne tra i 25 e i 30, oltre a due in direzione Cividale. «Nell’attesa dei parametri del governo – commenta Valenti –, non siamo rimasti con le mani in mano. Siamo pure certi che le procedure burocratiche per le gare, vista l’esperienza alle spalle, non rallenteranno l’iter. E i prefetti sono già pronti a convocare i tavoli provinciali per approntare i piani operativi».

La svolta è che la scuola, pur in un contesto in cui il contagio circola maggiormente tra i giovani, non viene considerato uno spazio più di tanto a rischio. Merito delle misure di precauzione (in assestamento di bilancio sono stati tra l’altro stanziati 3 milioni a favore delle aziende del Tpl per l’installazione di dispositivi di filtraggio aria sui mezzi) e della campagna vaccinale. «Si tratta ora di insistere sui più giovani, ma fortunatamente possiamo contare sulla migliore adesione in Italia del personale del sistema scolastico», dichiara Riccardi nell’anticipare ulteriori misure di prevenzione. A partire dai test salivari a campione in aula: «Ne stiamo ragionando con i Dipartimenti di prevenzione». Appare evidente che tutti remano dalla stessa parte. Daniela Beltrame, direttrice dell’Usr, ricorda l’obiettivo del ministro, in classe al 100%, Pizzimenti dice che i Trasporti «sono pronti ad adeguare il piano alle nuove esigenze» e garantisce anche sui treni: «Non sono previste difficoltà». Mentre Rosolen incalza: «Ci aspettiamo che in Conferenza Stato-Regioni arrivino indicazioni tempestive da parte del Mit e del Cts».

Di scuola e vaccini ha parlato ieri anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. Deciso contro l’ipotesi di obbligo: «Non bisogna alimentare lo scontro. L'85% del personale scolastico è vaccinato, in Fvg siamo praticamente al 100%. Se un territorio ha problemi, proviamo con interventi specifici. Dobbiamo accompagnare le persone». Oggi nuovo incontro del tavolo interistituzionale. A parteciparvi, alle 11, anche i sindacati di categoria.

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