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Poche speranze per il gradese disperso da 10 giorni: probabile stop alle ricerche

Il fratello: «Non si può andare avanti all’infinito». In casa c’era il cagnolino Pelù: era inseparabile dalla bestiola che aveva salvato

GRADO Stanno vivendo ore d’angoscia i familiari di Alessandro Zaniboni. Questa sera, 3 agosto, c’è stata una riunione alla prefettura di Nuoro per esaminare la situazione del geometra gradese scomparso in Sardegna; un tavolo che aveva lo scopo di decidere l’eventuale sospensione delle ricerche, cosa che appare sempre più probabile dato che dal giorno della scomparsa a ieri sono passati già una decina di giorni. Giornate intense che hanno visto impegnate decine e decine di persone e tanti mezzi, compresi elicotteri e droni, assieme ai cani molecolari che, purtroppo, nonostante siano stati battuti anche tratti davvero impervi non hanno consentito di trovare Zaniboni.

Il cinquantacinquenne gradese stava operando come ispettore di controllo ai grandi impianti eolici in via di realizzazione sull’isola. «Siamo coscienti, io e mia mamma Marisa che non si può andare avanti in eterno nelle ricerche...», dice Gianluca, fratello dello scomparso, arrivato in Sardegna all’inizio della settimana. E aggiunge: «Se saranno sospese le ricerche significa che Alessandro è indicato come disperso mentre noi speravamo, e continuiamo a sperare, di poterlo portare a casa». Gianluca Zaniboni sa benissimo che, a distanza di tanti giorni, sarà molto difficile, se non impossibile, trovarlo ancora in vita ma la speranza è ancora viva e a questo si appiglia in particolar modo mamma Marisa. L’ultimo segnale del telefonino cellulare dello scomparso risulta essere quello delle 15.30 di domenica. Poi nulla più. Potrebbe essersi scaricato oppure essersi rotto a seguito di un’eventuale caduta di Alessandro Zaniboni in qualche crepaccio di quella impervia zona della Sardegna, Supramonte di Baunei, molto gettonata dagli appassionati di trekking. Che Zaniboni avesse intenzione di tornare a casa è stato evidente quando la mamma e il fratello hanno raggiunto la casa che aveva preso in affitto (si doveva fermare in Sardegna per un anno e mezzo) trovando la lavatrice, che aveva ultimato il ciclo di lavaggio, ancora accesa. Ma emerge anche un altro particolare ben più significativo. A casa aveva lasciato anche Pelù, il suo cagnolino che amava moltissimo. Tanto da esserselo portato con lui. Una storia che merita davvero raccontare quella di questo cagnolino che Alessandro Zaniboni aveva trovato, raccolto e tenuto con sé quando lavorava a Ravenna. La bestiola aveva attraversato la strada mentre transitava un’auto e nell’incidente aveva perso l’uso di due zampe. «Mio fratello ha fatto di tutto per salvare il cagnolino. L’ha fatto operare e gli ha sistemato un carretto dietro che gli consente di muoversi. Era davvero molto affezionato a Pelù - racconta Gianluca - e non l’avrebbe mai abbandonato e quando andava a lavorare gli lasciava da mangiare e da bere. Fratello e mamma hanno trovato Pelù quando, dopo un lungo viaggio, sono riusciti ad arrivare in Sardegna a casa di Alessandro. Pelù si trova ora provvisoriamente sistemato in una casa per cani e anche lui aspetta il ritorno del suo padrone a cui era legatissimo. Oltre ai parenti, tutti sono in ansia per la sorte di Alessandro sull’isola di Grado. Basta vedere quante persone chiedono ogni giorno informazioni e cercano di rassicurare i parenti anche se, man mano che il tempo passa, le speranze vanno scemando e sono davvero ridotte al lumicino calcolando il limite di sopravvivenza umana specie in un’estate calda. La sospensione delle ricerche rischia di essere l’ultimo atto di una scoparsa che non dà pace ai familiari e a Pelù. —

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